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Licenziamento legittimato senza certificato

del 10/05/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Licenziamento legittimato senza certificato
È legittimo il licenziamento del lavoratore che non invia al proprio datore di lavoro (in questo caso una Srl) il certificato medico attestante l'assenza dal lavoro per quattro giorni lavorativi. In caso di malattia il medico curante deve predisporre entro due giorni un certificato in doppia copia contenente diagnosi, prognosi ed eventuale estensione della malattia che il lavoratore deve provvedere a inviare al datore di lavoro nei due giorni successiva al rilascio. Il diritto del dipendente a percepire l'indennità di malattia trae origine dall'invio all'Inps del certificato medico contenente diagnosi, inizio e durata della malattia stessa in modo tale da consentire all'istituto di effettuare i necessari controlli. Solo a tale ultimo fine il termine prescritto per l'invio della certificazione ha carattere perentorio. La tempestiva comunicazione al datore di lavoro, invece, è espressione della corretta esecuzione degli obblighi contrattuali. Questo è il costrutto giuridico della sentenza 7 maggio 2013 n. 10552 della sezione lavoro della Corte di cassazione. Per gli Ermellini «il giudice d'appello ha correttamente interpretato le norme … e ha verificato da un canto l'esistenza effettiva della condotta materiale (assenza dal lavoro per più di quattro giorni senza comunicare la giustificazione) e dall'altro ha approfondito anche il profilo soggettivo e ha ravvisato, nella condotta tenuta dal lavoratore nel corso della sua assenza, un comportamento gravemente negligente, consistito nell'aver omesso di verificare la corrispondenza delle prognosi effettuate nelle due diverse certificazioni mediche acquisite (una nell'immediatezza del malore e l'altra a distanza di due giorni) e in particolare nella non coincidenza dei termini finali tra la prima (trattenuta dal lavoratore) e la seconda inviata al datore di lavoro». Rientra, infatti, tra i normali obblighi di diligenza e correttezza nello svolgimento del rapporto di lavoro, assicurarsi che, impedimenti nello svolgimento della prestazione, pur legittimi, non arrechino alla controparte datoriale un pregiudizio ulteriore per effetto di inesatte comunicazioni che generino un legittimo affidamento nella effettiva ripresa della prestazione lavorativa.
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