La seconda novità concerne poi la durata per la procedura semplificata. In precedenza, infatti, per gli importi autocertificati rateizzati, fino alla soglia dei 20 mila euro, si potevano suddividere le rate in massimo 48 tranche. Anche su questo punto la società della riscossione interviene prevedendo una uniformità con la suddivisione massima consentita dalla legge per ogni tipologia di rateizzazione e cioè 72 tranche. Nella sua nota Equitalia fa poi una importante precisazione sugli effetti della rateazione ai fini degli adempimenti previdenziali. La società scrive infatti che: «Il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) per partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi». Inoltre, Equitalia ricorda che a fronte delle rateazioni concesse non può iscrivere ipoteca nei confronti di chi ha ottenuto la rateizzazione né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché si è in regola con i pagamenti.
La rateazione è prorogabile una sola volta fino a un massimo di 72 rate, se durante i pagamenti in corso si dimostra il peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima rateazione. «Nella richiesta», ricorda la società, «si può anche indicare la preferenza per un piano di dilazione a rate variabili e crescenti, più basse all'inizio nella prospettiva futura di un miglioramento della situazione economica del contribuente».
«La rateizzazione si conferma uno strumento efficace per andare incontro alle esigenze dei contribuenti», dice Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia, «basta pensare che a oggi sono attive circa 2 milioni di rateazioni per un totale di oltre 22 miliardi di euro. L'obiettivo è rendere il pagamento a rate sempre più rispondente alle esigenze delle persone in modo che possano regolarizzare con più facilità la loro posizione con il fisco». Di questi 22 mld, nel 2013, la parte del leone, nel chiedere di spezzare il debito, sono state le persone giuridiche e i titolari di partita Iva come numero di importi pari al 66% mentre le procedure, le istanze sono state attivate nel 77% dei casi dalle persone fisiche.
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