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Obblighi: l'antiriciclaggio grazia i notai

del 08/05/2013
di: di Christina Feriozzi
Obblighi: l'antiriciclaggio grazia i notai
Ridimensionati i confini dell'obbligo di segnalazione di operazione sospetta a carico dei notai in presenza di reati fiscali. Questi ultimi non sono di per sé sufficienti a far insorgere tale obbligo e comunque restano esclusi dai reati le violazioni relative all'Irap e alle imposte indirette diverse dall'Iva. Il notaio dovrà valutare solo i documenti necessari allo svolgimento delle proprie funzioni. Sono alcune delle considerazioni traibili dallo studio n. 261-2013/B del consiglio nazionale del notariato, approvato il 19/4/2013, dal titolo: Reati fiscali e normativa antiriciclaggio, i confini dell'obbligo di segnalazione a carico dei notai.

Il riciclaggio di proventi derivanti da reati tributari. Dopo il boom delle segnalazioni di operazioni sospette da parte dei notai, nell'ultimo biennio, il notariato nazionale ha delimitato, con lo studio in commento, il ruolo dei propri iscritti in relazione a detto obbligo antiriciclaggio. Osserva il notariato, che il «sospetto», ai sensi dell'art. 41 del dlgs n. 231/2007, per assumere rilevanza ai fini della normativa antiriciclaggio, non deve essere riferito esclusivamente al «reato tributario», ma altresì al «riciclaggio» di beni provenienti da quella particolare attività criminosa rappresentata dalla violazione di obblighi fiscali penalmente sanzionati. È necessario, quindi, che, siano in corso o siano state tentate operazioni di riciclaggio, e che il notaio sia a conoscenza di un'attività criminosa dalla quale i beni provengano o, almeno, il sospetto di ciò. Nel caso dei reati fiscali, tuttavia, l'evasione determinerebbe solo un risparmio piuttosto che un diretto incremento del patrimonio, ma alla luce del trend normativo internazionale e delle recenti raccomandazioni del Gafi i reati fiscali sono considerati come possibile presupposto del riciclaggio, e il «quantum» prodotto dal reato va identificato, non nell'imponibile sottratto a tassazione, ma nell'imposta evasa, che rappresenta il vero «profitto del reato».

Le limitazioni nell'operato del notaio. Lo studio chiarisce che il reato fiscale non è di per sé sufficiente a far insorgere l'obbligo di segnalazione di operazione sospetta e che per verificare se e quando scatta lo stesso, bisogna considerare le limitazioni normative riscontrabili da parte del professionista. Innanzitutto si consideri che sono penalmente punibili solo le violazioni concernenti l'Iva e le imposte sui redditi, restando escluse le violazioni in materia di Irap e di imposte indirette (in tali casi la condotta non può essere mai qualificata come attività criminosa e, pertanto, non potrà parlarsi di riciclaggio). Altro limite deriva dal meccanismo applicativo dei reati fiscali, fondato sul superamento di limiti quantitativi di evasione (soglie di punibilità ex dlgs 74/2000). Una terza limitazione è, infine, legata all'individuazione del momento di commissione del reato tributario quale istante a partire dal quale si può ipotizzare l'attività di riciclaggio dei relativi proventi (in particolare i reati di infedele, omessa dichiarazione e frode fiscale si perfezionano con la presentazione della dichiarazione dei redditi. Evento questo che avviene nell'anno successivo rispetto alla data dell'atto). Tutto ciò considerato, si osserva che prima dell'epoca di presentazione della dichiarazione, quindi, non è possibile fare previsioni in ordine alla entità della futura imposta eventualmente evasa. Pertanto alla stipula dell'atto «sospettato» non è ancora integrato né il reato tributario né tantomeno il riciclaggio e quindi non è ipotizzabile l'obbligo di segnalazione a carico del notaio.

La valutazione da parte del professionista. Nel caso di sospetto che già in precedenza siano stati commessi reati fiscali e che, mediante l'acquisto di un bene si intenda riciclare le somme frutto dei reati, lo studio chiarisce che la valutazione degli elementi a disposizione del notaio deve avvenire sulla base di tutti (e soli) quei documenti che il notaio è tenuto a domandare per il corretto svolgimento delle proprie funzioni, senza dunque che possa configurarsi a suo carico un obbligo di penetranti indagini tese a escludere l'esistenza di pregressi reati fiscali.

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