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I ricorsi fiscali impegnano la corte europea

del 27/04/2013
di: Beatrice Migliorini
I ricorsi fiscali impegnano la corte europea
I ricorsi in materia fiscale sul podio della Corte di giustizia dell'unione europea. Solo questi infatti rappresentano più del 10% delle cause promosse di fronte alla Corte tra il 2008 e il 2012, che complessivamente ammontano a 3106. Residuali invece i ricorsi proposti di fronte al Tribunale europeo. Su un totale di 3089 cause definite, nello stesso arco temporale, solo cinque infatti hanno avuto ad oggetto materie fiscali. Questi i dati emersi dal Report annuale sull'attività giurisdizionale della Corte di giustizia Ue, pubblicato ieri. In base a quanto emerge dal Report, è possibile notare che negli ultimi tre anni, il trend dei ricorsi aventi ad oggetto materie fiscali, è stato in continuo aumento. Dalle 38 cause definite nel 2008, con sentenze, pareri o ordinanze, la Corte è arrivata a doverne definire il 40% in più (68) nel 2012, passando per l'impennata delle 66 cause del 2011. Un trend quindi, che tra il 2009 e il 2012, si è stabilizzato. Entrando nel dettaglio del 2012 invece, è possibile notare che delle 64 cause definite, più del 92% è arrivato a conclusione tramite sentenza o parere, mentre la restante parte è stata definita con ordinanze di carattere giurisdizionale. Minima invece la quantità di cause in materia fiscale proposte di fronte al Tribunale europeo. Tra il 2008 e il 2012 sono state cinque le cause riguardanti materie fiscali, distribuite equamente al 50% tra il 2008 e il 2012, risultando invece del tutto assenti nel 2009.

Attività generale della Corte. Il Report 2012, illustra poi, i dati relativi all'attività generale della Corte di giustizia. In base ai risultati dell'analisi, è emerso che negli ultimi quattro anni, sono state promosse 3.106 cause, cifra frutto della somma di tutte le cause promosse dal 2008 al 2012, in tutte le materie di competenza della Corte, partendo dall'accesso ai documenti, fino ai trasporti. Dopo le materie fiscali, gli argomenti di cui la Corte si è dovuta maggiormente occupare, sono stati l'ambiente (5% delle cause totali) e l'agricoltura (4% delle cause totali). Sempre in materia di cause promosse, alla luce dei dati sull'attività generale della Corte Ue, è possibile evidenziare un calo del trend, relativo allo stesso arco temporale. Infatti, dopo il picco del 2009 in cui le cause promosse sono state 562, e l'impennata del 2011, anno in cui le cause sono state 688, il 2012 registra una diminuzione nell'ordine del 8%. Sono stati infatti 632 i procedimenti avviati. Nonostante questo però, negli ultimi quattro anni, inoltre, la Corte è riuscita a definire 3962 cause, smaltendo gran parte degli arretrati.

Natura dei procedimenti. Da notare anche, la distribuzione per quanto riguarda la natura dei procedimenti. Quasi il 50% del totale delle cause promosse consiste in domande pregiudiziali. La restante parte è invece distribuita tra, ricorsi diretti (14%), impugnazioni (17%), con il rimanente 19% diviso tra impugnazioni di decisioni, pareri e procedimenti speciali.

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