Consulenza o Preventivo Gratuito

Verifiche fiscali necessarie ma fuori controllo

del 18/04/2013
di: di Maria Teresa Morelli giunta Ungdcec delegata al diritto tributario e rapporti con amministrazione
Verifiche fiscali necessarie ma fuori controllo
Nel nostro sistema fiscale, caratterizzato dall'autoliquidazione dell'imposta da parte dello stesso contribuente, il controllo fiscale rappresenta un'attività da cui l'Amministrazione non può prescindere. È necessario, tuttavia, concentrare l'attenzione sui poteri di indagine e le esigenze di tutela effettiva dei diritti del contribuente.

È facile constatare come, nell'attuale fase recessiva che attraversa il Belpaese, l'utilizzo dei poteri accertativi del Fisco, soprattutto presuntivi (indagini finanziarie, redditometro e studi di settore), stiano finendo fuori controllo, coadiuvati anche dalle molteplici e sconfinate banche dati disponibili.

Da tale premessa deriva la scelta dell'Ungdcec di realizzare all'interno del 51° Congresso nazionale di Asti una tavola rotonda di stampo tecnico dal titolo: «Presunzioni tributarie, inversione dell'onere probatorio e principi costituzionali: un equilibrio sempre più compromesso», moderata dalla scrivente e a cui parteciperanno illustri e autorevoli relatori, di innegabile competenza, appartenenti al mondo istituzionale, accademico e professionale.

La tematica scelta risulta di estrema attualità alla luce delle molteplici novelle apportate:

  • dal dl n. 78/2010 all'accertamento sintetico;

  • dal dl n. 98/2011 (Manovra estiva) e dal dl 16/2012 (Decreto semplificazioni) all' accertamento basato sugli studi di settore;

  • dalla legge 148/2011 (Manovra di Ferragosto) all'accertamento basato sulle indagini finanziarie.

    Dopo aver tratteggiato e commentato le modifiche che hanno coinvolto i suddetti strumenti di accertamento, si cercherà di comprendere, con il prezioso contributo degli ospiti intervenuti, se e in quale misura le novelle introdotte risultino penalizzanti per il contribuente, in particolare se siano lesive del suo diritto di difesa costituzionalmente garantito. A tal proposito si procederà all'analisi di quali siano gli accorgimenti e le strategie che, a partire dalla fase amministrativa e terminando con quella processuale, gli attori del rapporto Fisco-Contribuente debbano mettere in atto al fine di dimostrare che lo strumento presuntivo utilizzato è stato perfettamente tarato sulla realtà del contribuente verificato, o al contrario che lo stesso sia ben lontano dal rappresentare l'effettiva capacità contributiva del singolo.

    Trattasi del dibattuto, tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, tema dell'onere probatorio la cui ripartizione rappresenta la linea di demarcazione tra le possibili fattispecie di presunzioni. Occorre mantenere alta l'attenzione sulle tecniche normative utilizzate per ribaltare l'onere della prova sul contribuente, allo scopo di evitare che la suddetta inversione si tramuti da eccezione a regola del nostro sistema tributario.

    L'auspicio, infatti, è che l'inversione dell'onere probatorio non si traduca, come troppo spesso accade, in un meccanismo perverso di creazione di inesistenti basi imponibili, in spregio ai principi costituzionali che regolano il rapporto tributario: art. 53 sulla capacità contributiva, art. 97 sul buon andamento e imparzialità della Pubblica amministrazione e art. 3 sulla parità di trattamento, anche in termini di ragionevolezza delle soluzioni normative adottate.

    Un moderno sistema di diritto tributario, strumentale alla regolamentazione di una civiltà evoluta, conduce tutti gli attori a superare la fisiologica reciproca diffidenza ed incontrarsi all'interno di un impianto normativo equilibrato (regolato dai principi di collaborazione, nonché affidamento e buona fede del contribuente) volto al reciproco rispetto, alla consapevolezza dei propri diritti e doveri, ed alla coscienza che ciascuno deve partecipare con le proprie risorse al regolare funzionamento dello Stato, secondo i principi costituzionali di solidarietà economica e sociale nonché di capacità contributiva.

    Ed è proprio all'interno di un ordinamento tributario a cui sovrintendono riconosciuti e condivisi precetti costituzionali, e a cui sono altresì sottesi i principi codificati nello Statuto del contribuente, che trova realizzazione un rapporto Fisco-Contribuente foriero di pratiche virtuose: quali ad esempio la tax compliance la quale andrebbe sospinta attraverso il riconoscimento di incentivi (gli agognati regimi premiali) nei confronti dei contribuenti onesti e puntuali verso i molteplici e incessanti adempimenti fiscali che la normativa, oramai isterica, impone.

    In un quadro così dipinto volto a restituire maggiore equilibrio al delicato rapporto Fisco-Contribuente, l'adeguata cornice sarebbe una mirata azione di sostegno alla figura del Garante, prevista dall'art. 13 dello Statuto del contribuente, in contro tendenza rispetto a ciò che è avvenuto negli ultimi tempi, atteso che tale ruolo è stato ridimensionato da organo collegiale ad organo monocratico limitando ulteriormente la sua autonomia operativa, già priva di qualsiasi potere disciplinare e sanzionatorio.

    Con tale input, di cui si faranno promotori i giovani dottori commercialisti, si chiuderà il confronto aperto all'interno della tavola rotonda che punta, tra l'altro, a sensibilizzare tutti gli attori coinvolti sulla delicata tematica, sui possibili margini operativi di miglioramento, nonché sull'approccio tanto umano quanto professionale che occorre avere sulla questione, soprattutto ora che le imprese, i professionisti e l'intera collettività stanno attraversando un particolare momento di congiuntura recessiva, in cui un sistema-fisco persecutorio e poco collaborativo non aiuta di certo.

  • vota  
    SULLO STESSO ARGOMENTO
    La Guardia di finanza rafforza gli accertamenti

    del 25/01/2013

    Guardia di finanza spalla delle Entrate per l'accertamento. Nel 2012 i verbali delle Fiamme gialle h...

    L'elaborazione dei dati fiscali non è attività riservata

    del 26/01/2013

    L'attività di elaborazione dati ai fini fiscali non è attività riservata. Pertanto, può essere svolt...

    Il nuovo redditometro non riesce a stanare i vip

    del 29/01/2013

    Il nuovo redditometro fa i conti con il passato. E il risultato non incoraggia affatto. Il vecchio a...