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Assunzioni parenti, via libera a incentivi e agevolazioni

del 18/04/2013
di: di Debora Alberici
Assunzioni parenti, via libera a incentivi e agevolazioni
La Suprema corte dà il via libera agli incentivi e agevolazioni fiscali anche in caso di assunzione di una parente.Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 9298 del 17 aprile 2013, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La vicenda riguarda il titolare di una ditta di Pescara che aveva usufruito del benefici fiscali e degli incentivi all'occupazione. Il fisco aveva recuperato a tassazione le maggiori imposte negando al contribuente il diritto all'agevolazione. L'uomo ha presentato ricorso alla Ctp abruzzese e lo ha vinto. In primo grado è stato infatti annullato l'atto impositivo. La Ctr ha confermato il verdetto. A questo punto l'Agenzia delle entrate ha presentato ricorso in Cassazione ma senza successo. Infatti la sezione tributaria ha reso definitiva la decisione dei magistrati di merito. Questo perché, si legge nelle motivazioni, la normativa sugli incentivi per la nuova occupazione elenca requisiti soggettivi e oggettivi tassativi ai fini della fruizione dei benefici, senza alcun riferimento alla esclusione dell'agevolazione per l'assunzione dei familiari. Dovendosi anche desumere «a contrario» che non sia esclusa la possibilità di godere dell'agevolazione per l'assunzione dei familiari. Fra l'altro, diversa è la «ratio» delle due normative. Mentre l'art. 62 Tuir esenta da tassazione in capo al lavoratore le somme non ammesse in deduzione dal reddito del datare di lavoro, l'agevolazione per l'incentivo dell'occupazione, ai sensi dell'art. 7 l. 388/2000, assume la veste di credito d'imposta, senza incidere nella determinazione del reddito d'impresa. Questo anche perché, spiega ancora il Collegio di legittimità, l'art. 62, comma secondo del Tuir, prevede che non sono ammesse deduzioni a titolo di compenso del lavoro prestato o dell'opera svolta dall'imprenditore, dal coniuge, dai figli, affidati o affiliati minori di età o permanentemente inabili al lavoro e dagli ascendenti, nonché dai familiari partecipanti all'impresa previsti dall'art. 5. I compensi non ammessi in deduzione non concorrono a formare il reddito complessivo dei percipienti. Inoltre il successivo, temporalmente, art. 7 l. 388/2000, testualmente recita: «Ai datori di lavoro, che nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 e il 31 dicembre 2003 incrementano il numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato è concesso un credito di imposta. Sono esclusi i soggetti di cui all'articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il Tuir».

Insomma, leggendo queste norme la Corte ha concluso che il criterio sistematico di interpretazione consente l'applicazione dell'agevolazione del credito d'imposta, previsto dall'art. 7 l. 388/2000, anche nel caso di assunzione di familiari.

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