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Contribuente: sanzioni meno salate nelle frodi carosello

del 11/04/2013
di: Debora Alberici
Contribuente: sanzioni meno salate nelle frodi carosello
Sanzioni meno salate nelle frodi carosello. Infatti quelle poste a carico del contribuente che acquista da una cartiera possono essere dimezzate perchè ricorrono, in questi casi, le circostanze che rendono manifesta la sproporzione fra l'entità del tributi e la sanzione stessa. Non solo. Il controllo sulla regolarità dei documenti del fornitore non è sufficiente per dimostrare l'estraneità alla frode.

Sono questi, in sintesi, gli interessanti principi stabiliti dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 8722 del 10 aprile.

Insomma pagherà le sanzioni anche se dimezzate una società italiana che aveva acquistato dei beni da una cartiera, priva del personale e della struttura, nonostante la contribuente avesse dimostrato di aver verificato la regolarità formale dei documenti allegati alla merce.

Sul punto delle sanzioni il Collegio di legittimità ha chiarito che la disposizione contenuta nel comma quarto dell'art. 7 del dlgs n. 472 del 1997- che consente di ridurre la sanzione fino alla metà del minimo, quando concorrono eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra l'entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione stessa - si applica, in mancanza di specifiche eccezioni, ad ogni genere di sanzioni, e dunque, anche al caso qui in rilievo della frode carosello, non ostandovi disposizioni comunitarie. Per quanto riguarda invece la buona fede del cliente e il suo diritto alla detrazione, Piazza Cavour ha ricordato che i controlli formali svolti dalla contribuente sull'affidabilità delle ditte fornitrici non erano idonei a dimostrare le buona fede, essendo la contribuente una società che da tempo operava nel settore ed essendo il suo legale rappresentante, pure, amministratore di altra società che svolgeva attività analoga e si avvaleva degli stessi fornitori. Fatti, questi, dai quali i giudici d'appello hanno desunto il comportamento colposo della contribuente, che non aveva agito con la diligenza richiesta in relazione all'attività svolta, ed hanno perciò concluso per l'assenza del diritto alla detrazione.

Di diverso avviso la Procura della Suprema corte che aveva chiesto il rigetto del ricorso della contribuente e l'accoglimento, sul punto delle sanzioni, di quello dell'Agenzia delle entrate.

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