«Il nuovo redditometro è indubbiamente più efficace ed equo in quanto va a ricercare i consumi e investimenti effettivi del contribuente confrontandoli con il reddito dichiarato rispetto ai vecchi coefficenti e moltiplicatori che portavano a risultati a volte astrusi e assurdi.
Inoltre, abbiamo chiesto», ha detto il presidente della Fondazione Ancot Dino Agostini, «all'Agenzia delle entrate dei chiarimenti da riportare in una prossima circolare in merito alla valorizzazione dei beni usati promiscuamente e della considerazione del risparmio personale. Comunque intendiamo rivolgere un plauso all'Agenzia delle entrate per il lavoro svolto per la costruzione del nuovo strumento di accertamento».
I tantissimi consulenti tributari presenti aderenti all'Ancot.
Hanno seguito con molta attenzione gli interventi dei prestigiosi relatori i quali hanno permesso di analizzare gli aspetti relativi all'applicazione del redditometro e le problematiche inerenti oltre all'analisi della «prova contraria».
L'iniziativa è stata organizzata d'intesa con la Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze «Ezio Vanoni», l'Agenzia delle entrate e la Fondazione Ancot. Gli esperti di assoluto valore che hanno trattato il tema del Redditometro sono stati: il prof. Gianfranco Ferranti, capo Dipartimento scienze tributarie della Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze «E. Vanoni», il dott. Tonino Morina, docente della Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze e il dott. Francesco Vittorio Gravina, della Direzione centrale accertamento Agenzia delle entrate.
