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Voucher, il ministero cambia nuovamente rotta

del 01/03/2013
di: David Trotti
Voucher, il ministero cambia nuovamente rotta
Un cambio di rotta che per noi è pieno di soddisfazione in quanto prende in considerazione alcuni rilievi che avevamo indicato. Un ritorno che rende attualissimo il percorso formativo nazionale che stiamo effettuando in tutta Italia e che ieri ha visto la tappa di Salerno, poiché le riflessioni e gli aggiornamenti si susseguono con un ritmo incalzante. Il ministero con questa nota modifica alcune considerazioni che aveva emanato con la circolare n. 4/2013, che forniva le prime indicazioni operative in ordine alle nuove disposizioni introdotte dalla legge n. 92/2012 in materia di lavoro accessorio. Nella nota il ministero si sofferma su una delle novità introdotte forse tra quelle di maggior rilievo. Si tratta della definizione delle caratteristiche dei voucher, che devono essere «orari, numerati progressivamente e datati» e il cui valore nominale è fissato con decreto del ministero del lavoro «tenuto conto delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali».

Al riguardo con la circolare n. 4 del 18 gennaio 2013 aveva affermato che «considerata la natura preventiva della comunicazione sull'utilizzo del lavoro accessorio, al fine di consentire la massima flessibilità sia del voucher telematico, sia di quello cartaceo, il riferimento alla «data» non può che implicare che la stessa vada intesa come un «arco temporale» di utilizzo del voucher non superiore ai 30 giorni decorrenti dal suo acquisto». Arco temporale su cui avevamo espresso le nostre perplessità e di cui avevamo indicato le criticità. Qui il ministero, in qualche modo da ragione ai critici perché afferma che va tenuto conto che tali indicazioni richiedono una modifica delle procedure, anche telematiche, di rilascio dei voucher da parte dell'Inps, nonché una diversa valutazione, in particolare nel settore agricolo, della corrispondenza oraria del valore nominale del voucher, attualmente fissato a 10 euro con dm 30 settembre 2005. La nota, emanata ad un mese di distanza dalla circolare, prosegue dicendo che al fine di consentire una piena utilizzabilità dello strumento nelle more della definizione delle procedure in questione, si ritiene che possano trovare ancora applicazione le previgenti indicazioni che non limitano temporalmente l'utilizzabilità dei voucher acquistati ferme restando le nuove limitazioni di carattere economico. Questo diventa veramente complicato e difficile da spiegare e gestire perché un effetto «devastante» nella vita dell'azienda risulterà condizionato dall'esistenza di una procedura amministrativa. Ricaduta «devastante» indicata dallo stesso ministero nella circolare n. 4 che testualmente recita: Analoghe conseguenze sanzionatorie non potranno non aversi anche nell'ipotesi di un utilizzo dei voucher in un periodo diverso da quello consentito (30 giorni dal suo acquisto). In assenza del «titolo” legittimante la prestazione di lavoro accessorio, come peraltro già chiarito con circ. n. 38/2010, la prestazione stessa sarà inoltre da ritenersi quale «prestazione di fatto», non censita preventivamente e pertanto da considerarsi «in nero». Con l'ulteriore conseguenza che se i lavoratori in nero superano la percentuale prevista dalla legge l'azienda «viene chiusa» con tutte le drammatiche ed economiche conseguenze che ne derivano.

Ora dovremo anche aggiornarci sulla esistenza delle procedure Inps per scoprire quale regime si applica se temporale o non temporale.

Sul punto il ministero afferma inoltre che (sempre in attesa della definizione delle procedure con le quali sarà possibile, anche da parte dell'Inps, una piena verifica del rispetto delle limitazioni di carattere economico) l'acquisizione della dichiarazione indicata in circ. n. 4/2012 costituisce elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio, ferma restando l'effettuazione di tutte le comunicazioni previste dalla norma. Infine, il ministero chiarisce che, tenuto conto delle specificità del settore agricolo ed in attesa della nuova determinazione dell'importo orario del voucher (e qui bisogna rizzare le orecchie perché significa che dovremo riparametrare tutti i ragionamenti che come Consulenti avremo fatto con gli utilizzatori in termini di costo), fermo restando il suo valore «nominale», sia possibile far riferimento, esclusivamente in tale settore (ed ancora una volta non si capisce perché, per quali ragioni, e per quali norme giuridiche SOLO questo settore), alla retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata come individuata dalla contrattazione collettiva di riferimento comparativamente più rappresentativa. Qui veramente siamo al paradosso: un lavoro che non si sa se subordinato od autonomo pagato con le retribuzioni del lavoro subordinato. Questa nota fa divenire il voucher una semplice forma di pagamento una sorta di assegno precompilato: Si ritorna così anche qui indietro al regime previgente la legge. Sarà difficile far capire ai clienti tutto questo dopo che avevamo insistito sulla natura oraria del voucher. Forse e diciamo forse anche qui i possibili utilizzatori a fronte di questa variabilità faranno una cosa semplice… non utilizzeranno i voucher.

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