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Ispettori: arriva la stretta sulle false co.co.pro.

del 20/02/2013
di: di Daniele Cirioli
Ispettori: arriva la stretta sulle false co.co.pro.
Falsa la co.co.pro. impiegata in azienda con modalità analoghe a quella dei dipendenti. In tal caso, l'ispettore deve convertirla in un rapporto di lavoro dipendente, sin dalla costituzione, in virtù della nuova presunzione di subordinazione (assoluta/relativa) introdotta dalla riforma del lavoro Fornero (legge n. 92/2012). È quanto spiega, tra l'altro, l'Inail nella circolare n. 13/2013.

Meno appeal. L'Inail illustra la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative a progetto alla luce delle novità della riforma del mercato del lavoro. Novità che, spiega, hanno l'obiettivo di contrastarne un uso non corretto, mediante restrizioni alle possibilità del datore di lavoro di avvalersene. I punti più qualificanti della nuova disciplina, per l'Inail, sono tre applicandosi ai contratti stipulati dal 18 luglio 2012:

a) le co.co.co. devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. È abrogato, quindi, il riferimento ai «programmi di lavoro o fasi di esso», della precedente disciplina;

b) il progetto deve essere funzionalmente collegato a un risultato finale; deve individuare il suo contenuto caratterizzante e il risultato finale idoneo a realizzare uno specifico e circoscritto interesse del committente obiettivamente verificabile;

a) il progetto, infine, non può consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente, ma deve avere una specificità e autonomia di contenuti e obiettivi, pur consistenti in attività rientranti nell'oggetto sociale del committente. In ogni caso, non è mai genuino il progetto che si traduca in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente.

L'attività di vigilanza. Le nuove norme, spiega ancora l'Inail, mentre da una parte lasciano inalterate le regole relative agli obblighi assicurativi, dall'altra determinano nuovi criteri di vigilanza. In particolare, qualora nel corso dell'accertamento l'ispettore non ravvisi nel contratto uno specifico progetto o verifichi che il progetto si traduca in una vuota «clausola di stile» finalizzata a dissimulare il reale rapporto di lavoro, dovrà procedere alla riqualificazione della collaborazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla costituzione. Due i presupposti delle nuove norme: una presunzione assoluta e una relativa di subordinazione.

La presunzione assoluta. La presunzione assoluta, spiega l'Inail, opera nell'ipotesi di mancata individuazione del progetto. In tal caso in particolare l'ispettore deve accertare la sussistenza dei requisiti di ricorrenza del progetto indicati in tabella, in carenza dei quali il progetto sarà ritenuto assente, con la conseguenza, da un punto di vista sanzionatorio, della trasformazione del rapporto.

La presunzione relativa. La presunzione relativa, spiega l'Inail, ricorre quando il collaboratore a progetto svolge attività con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell'impresa committente, fatte salve le prestazioni di elevata professionalità che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Anche in tal caso, precisa l'istituto, la presunzione opera con effetto retroattivo ma suscettibile di prova contraria da parte del committente.

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