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Accertamenti: la razza equina passa in cavalleria

del 27/02/2013
di: La Redazione
Accertamenti: la razza equina passa in cavalleria
Il nuovo redditometro ama il cavallo. A differenza del suo predecessore la versione 2.0 dello strumento di accertamento del reddito sintetico del reddito delle persone fisiche si mostra infatti decisamente meno punitiva per i possessori e gli amanti della razza equina.

Il possesso di un cavallo non è più dunque quello status symbol sulla base del quale il decreto ministeriale del 10 settembre 1992 aveva costruito elementi induttivi di capacità contributiva di assoluto rilievo.

Oggi, decreto ministeriale del 24 dicembre 2012 alla mano, si scopre che il contenuto induttivo di un cavallo è pari a 5 euro al giorno se mantenuto in proprio dal contribuente che salgono fino a 10 euro al giorno nel caso di mantenimento a pensione dell'animale.

Il nuovo redditometro conosce inoltre soltanto il «cavallo» come unico elemento indicativo di capacità contributiva avendo scelto di abbandonare la distinzione fra cavalli da corsa e da equitazione che caratterizzava gli accertamenti da redditometro fino al periodo d'imposta 2008.

Ma torniamo al contenuto induttivo dei cavalli.

Preso atto delle valutazioni effettuate dal decreto ministeriale dello scorso 24 dicembre, possedere un cavallo in proprio per un intero anno peserà in termini di reddito sinteticamente accertabile esattamente 1.825 euro. Se invece il cavallo è mantenuto a pensione presso maneggi, circoli ippici e strutture simili, allora la contribuzione al reddito sintetico salirà fino a 3.650 euro.

Come si vede siamo ben lontani dalle cifre riportate nell'ultimo aggiornamento biennale del decreto sul vecchio redditometro dove si partiva da un minimo di 4.583,04 euro l'anno per un cavallo da equitazione mantenuto in proprio, fino alle 13.749,12 euro l'anno di un cavallo da corsa a pensione. Valori che dovevano poi scontare l'effetto dei coefficienti moltiplicatori e della ponderazione sulla base del numero di elementi indicativi posseduti dal contribuente.

Insomma se fino al 2008 possedere un cavallo per il fisco era sinonimo di ricchezza assoluta oggi, complice probabilmente anche la crisi economica che attanaglia pesantemente il mondo dell'ippica, la situazione sembra notevolmente cambiata.

Qualunque siano le motivazioni di tale mutato orientamento del legislatore e contrariamente a quello che dice l'Agenzia delle entrate in tema di utilizzo retroattivo del nuovo redditometro, tutti coloro che hanno ancora vecchi accertamenti aperti basati sul possesso di cavalli potranno avanzare specifica richiesta di revisione.

Se l'Agenzia resterà sorda a tali richieste nulla vieterà invece al giudice tributario di mostrarsi più sensibile ritenendo i nuovi e più bassi valori applicabili retroattivamente anche per i periodi d'imposta 2008 e precedenti.

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