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Legittime le ganasce fiscali su un debito di 60 euro

del 21/02/2013
di: La Redazione
Legittime le ganasce fiscali su un debito di 60 euro
Ganasce fiscali ok su un debito di 60 euro. È legittimo il fermo dell'auto, anche se questa di euro ne vale 25 mila, perché la normativa vigente all'epoca dei fatti «non prevede criteri di proporzionalità o valori minimi al di sopra dei quali applicare il fermo». Ad affermarlo è la Ctr Emilia-Romagna con la sentenza n. 65/13/12, depositata lo scorso 22 novembre. Il verdetto ribalta il giudizio di primo grado, nel quale la Ctp di Parma aveva dato ragione al contribuente, e pare quantomeno in contrasto con l'attuale disciplina normativa. Il dl n. 70/2011, infatti, fissa a 2 mila euro la soglia al di sotto della quale per l'iscrizione dei fermi è richiesta una speciale procedura, con due solleciti preliminari di pagamento inviati a distanza di sei mesi. Un soggetto era stato raggiunto da un preavviso di fermo amministrativo, emesso da Equitalia, per il mancato pagamento del contributo 2008 a un consorzio di bonifica, del valore di 59,53 euro. Il contribuente ricorreva in Ctp, eccependo l'impignorabilità del veicolo per l'esiguità del debito. I giudici di prime cure, anche alla luce del fatto che era stata avviata nel frattempo una controversia di merito contro la richiesta di pagamento, con la sentenza n. 38/7/10 annullavano l'atto, ritenendo «manifestamente sproporzionata la misura cautelare disposta rispetto al credito erariale, peraltro incerto essendo pendente il ricorso». Ma l'agente della riscossione non demordeva e appellava la decisione. Secondo la Ctr bolognese, l'interpretazione della Ctp che ha ravvisato un eccesso di potere da parte del concessionario (violazione degli articoli 76 e 77 del dpr n. 602/1973) non è condivisibile. «Le disposizioni citate si riferiscono all'espropriazione immobiliare, che è cosa diversa dal fermo di beni mobili registrati, regolamentato dall'art. 86», osservano i magistrati regionali. E quest'ultima norma, come evidenziato da Equitalia, «non contiene alcun criterio di proporzionalità». Nonostante la sproporzione tra l'importo in gioco e la misura cautelare adottata «desta perplessità», ammette la Ctr, «è altrettanto vero che per garantire la soddisfazione del credito tributario il concessionario non può che applicare la norma richiamata». Come dire: la proporzione tra il credito vantato e il valore della garanzia è richiesta solo in caso di ipoteca. L'operato dell'agente della riscossione è quindi ritenuto legittimo. Da qui l'annullamento della sentenza impugnata.
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