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L'affitto o cessione d'azienda consente la cigs

del 05/02/2013
di: di Daniele Cirioli
L'affitto o cessione d'azienda consente la cigs
Sì alla cigs se l'impresa cede o affitta l'azienda; oppure se distacca i lavoratori presso imprese terze. Lo prevede il decreto 4 dicembre 2012 del ministero del lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 28/2013, che stabilisce i parametri oggettivi per l'autorizzazione della concessione della cassa integrazione straordinaria nei casi di sussistenza di prospettive per la ripresa dell'attività o per la salvaguardia dei livelli di occupazione. I nuovi criteri si applicano alle istanze di cigs presentate dal 2 febbraio.

Autorizzazione cigs. Il decreto, in attuazione della legge n. 223/1991 come modificata dal decreto legge n. 83/2012, individua quei parametri oggettivi utili alla valutazione delle istanze presentate dal curatore fallimentare, dal commissario liquidatore e dal commissario straordinario. Due i casi considerati di autorizzazione alla cigs, con riferimento alle ipotesi di dichiarazione di fallimento, emanazione del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, ovvero di sottoposizione all'amministrazione straordinaria:

1. sussistenza di prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività;

2. sussistenza della salvaguardia, anche parziale dei livelli di occupazione.

La ripresa dell'attività. Nel primo caso, il decreto stabilisce che deve tenersi conto dei seguenti parametri oggettivi, da indicare, anche in via alternativa, nell'istanza di concessione dell'integrazione salariale:

a) misure volte all'attivazione di azioni miranti alla prosecuzione dell'attività aziendale o alla ripresa dell'attività medesima, adottate o da adottarsi da parte del responsabile della procedura concorsuale;

b) manifestazioni di interesse da parte di terzi, anche conseguenti a proposte di cessione, anche parziale dell'azienda, ovvero a proposte di affitto a terzi dell'azienda o di rami di essa;

c) tavoli, in sede governativa o regionale, finalizzati all'individuazione di soluzioni operative tese alla continuazione o alla ripresa dell'attività, anche mediante la cessione, totale o parziale, ovvero l'affitto a terzi dell'azienda o di rami di essa.

La salvaguardia dei posti di lavoro. Nel secondo caso, invece, il decreto stabilisce che deve tenersi conto, in aggiunta ai precedenti dei seguenti ulteriori parametri oggettivi da indicare, anche in via alternativa, nella medesima istanza di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale:

a) piani volti al distacco dei lavoratori presso imprese terze;

b) stipula di contratti a tempo determinato con datori di lavoro terzi;

c) piani di ricollocazione dei soggetti interessati, programmi di riqualificazione delle competenze, di formazione o di politiche attive in favore dei lavoratori, predisposti da soggetti pubblici, dai Fondi interprofessionali e dalle agenzie per il lavoro.

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