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Redditometro, circolare applicativa in due mesi

del 31/01/2013
di: La Redazione
Redditometro, circolare applicativa in due mesi
La circolare applicativa sul redditometro, ultimo tassello della messa a punto del funzionamento del nuovo accertamento sintetico, sarà ultimata «nel giro di un paio di mesi». Entro fine marzo, termine che peraltro era già stato indicato dall'amministrazione finanziaria per far partire le verifiche da redditometro. Controlli che a questo punto potranno subire un ritardo per consentire alla macchina interpretativa di essere oliata e fornire indicazioni operative più precise agli uffici (è da considerare, peraltro, che l'annualità 2009 potrà essere accertata dal fisco entro tutto il 2014). Tutto questo mentre dalla lotta all'evasione il fisco nel 2012 ha portato in cassa circa 12 miliardi, poco meno di quanto recuperato nel 2011.

La tempistica sulla circolare è stata fornita da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, intervenendo ieri a un convegno sulle novità fiscali. Befera, ancora una volta, ha poi messo al riparo l'attività dell'Agenzia dalle polemiche elettorali di queste settimane che hanno visto praticamente tutti gli schieramenti puntare il dito sull'impianto del redditometro, messo a punto dal 2010 in avanti: «Le circolari», ha spiegato, «sono istruzioni agli uffici e sono indipendenti dalla politica. La circolare è in fase di elaborazione, penso la emaneremo nel giro di un paio di mesi ed è indipendente dal fatto che ci sia governo o meno. I nostri passi sono sempre legati più a esigenze tecniche che di natura politica che non ci riguardano». Sul numero delle verifiche Befera ha confermato l'indicazione riportata nelle convenzioni annuali tra Agenzia delle entrate e ministero: «Abbiamo programmato 35 mila controlli». In particolare sulle reazioni di queste settimane di disconoscimento della paternità legislativa del redditometro Befera ha incalzato il partito degli evasori: «La reazione al redditometro», ha infatti chiosato, «mi fa pensare che gli evasori in Italia sono ancora abbastanza forti e pronti a opporsi a qualsiasi passo avanti».

Sempre sul redditometro, e in particolare sull'applicazione dell'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, il numero uno di Via Cristoforo Colombo, ha voluto precisare che «sento dire cose che non hanno senso logico». «Il contribuente», ha proseguito, «può dimostrare che quanto abbiamo valutato non è corretto. L'incontro con il contribuente avviene due volte: la prima in via non formalizzata con avviso di accertamento non ancora partito e serve a garanzia del contribuente; una seconda in sede di accertamento attraverso un normalissimo contraddittorio».

Befera ha poi annunciato i dati 2012 sui risultati da lotta all'evasione: «Abbiamo superato i 12 miliardi, contro i 12,7 del 2011». Il direttore delle Entrate ha riconosciuto che anche per gli incassi fiscali si è sentito l'effetto della crisi, con rateizzazioni concesse per 22 miliardi di euro. Voltando pagina Befera si è soffermato sul nuovo strumento della mediazione: se continuerà ad andare bene come negli ultimi mesi l'Agenzia proporrà di alzare il tetto dei 20 mila euro. «Se continuiamo così», ha detto Befera, «mi permetterò di proporre al governo di alzare il tetto dei 20 mila euro che era sperimentale, per portarlo a una soglia un po' più elevata sia per chiudere le vertenze al minor costo possibile per noi, per i cittadini e le imprese ma anche per migliorare il lavoro delle commissioni tributarie». «Il volano della mediazione», ha proseguito, «si è messo in moto fortemente negli ultimi 4-5 mesi del 2012. Abbiamo 50 mila domande e ne abbiamo già esaminate oltre la metà. La cosa positiva è che nel 60% dei casi la mediazione ha avuto luogo. Abbiamo 50 mila ricorsi in meno in commissione provinciale e sono ricorsi di piccolo importo che rallentavano il lavoro delle commissioni: se continuiamo su questa strada alleggeriremo tantissimo il lavoro della giustizia tributaria che potrà concentrarsi su ricorsi di maggiore importo».

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