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Safety Tutor in autostrada: è possibile salvarsi

del 17/04/2012

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Safety Tutor in autostrada: è possibile salvarsi
Molti automobilisti si sono visti recapitare in questi ultimi anni i verbali di contestazioni di sanzioni amministrative per aver superato la velocità in autostrada attraverso il rilevamento di recenti strumenti denominati Safety Tutor. Tecnicamente il SICVe (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto appunto comunemente Safety Tutor, non è altro che un sistema di misurazione della velocità media dei veicoli tra due punti stradali distanti anche alcuni chilometri che identificano una sezione stradale; nel merito e da un punto di vista tecnico il SICVe è formato da un sistema di fotocamere proiettate per ciascuna corsia di marcia (anche quella di emergenza) e da conduttori metallici posti nell’asfalto, posizionati al punto di controllo iniziale e a quello finale della sezione di strada sottoposta al controllo, i quali sono collegati a un sistema computerizzato, gestito a distanza dalla Polizia Stradale competente per territorio.
Lo strumento, di per sé lecito, pone diversi punti critici in merito al suo corretto funzionamento e pertanto consente agli automobilisti di poter legittimamente impugnare i verbali contestati ponendo a fondamento dell’impugnazione eccezioni di corretto funzionamento e precisa rilevazione dell'infrazione opposta, nonché eccezioni sulla "taratura" almeno annuale che non è stata effettuata dall'Autorità competente per territorio. In particolare, la semplice produzione del decreto di omologa e taratura alla data di installazione non rileva in merito alla efficienza e al corretto funzionamento dello strumento SICVe circa il momento effettivo della rilevata infrazione. Al contrario, conferma che l'autorità si è limitata ad installare il tutor senza alcun controllo successivo nel corso degli anni e ciò non consente di provare la effettiva funzionalità al momento della infrazione opposta. A conferma di tale necessario controllo vi sono alcune Circolari Ministeriali che sottolineano la necessità da parte della Polizia Stradale di effettuati i controlli sul funzionamento del SICVe con cadenza almeno annuale, al fine di garantirne la funzionalità. Inoltre, il SICVe non consente di determinare quale sia il luogo esatto del superamento della velocità che determina la sanzione e da ciò si rileva anche l'impossibilità di determinare correttamente il Giudice deputato a decidere in merito alla questione.
Eccezione fondata, poi, risulta esser anche quella relativa alla mancata sottoscrizione dell'agente notificatore nonché dell'accertatore, che ha trovato recente accoglimento da parte di diversi Giudici di Pace.
L’odierno orientamento, seppur diversificato nelle aree del Paese, denota una particolare attenzione da parte dei Giudici di Pace, sensibili a tali problematiche e che in più occasioni si sono espressi positivamente in favore degli automobilisti, accogliendone i ricorsi.

Avv. Fabio Benatti
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