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Novità per le fatture sui servizi da fornitori comunitari

Novità per le fatture sui servizi da fornitori comunitari
Dal 17 marzo saranno in vigore le novità introdotte dalla Comunitaria 2010 (legge 217/2011) e le aziende dovranno rivedere le procedure usate per registrare le fatture dei fornitori esteri, anche considerando le sanzioni previste in caso di errori o omissioni.
Per i servizi effettuati da fornitori comunitari sarà obbligatoria l'integrazione della fattura. L'integrazione si sostituirà all'autofattura, che invece sarà ancora usata per prestazioni relative a immobili, trasporti di persone, servizi di ristorazione e catering, noleggi a breve termine di mezzi di trasporto e prestazioni relative all'accesso di manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative e simili, comprese le fiere e le esposizioni.

LA PROCEDURA
L'integrazione diventa una procedura obbligatoria e non rappresenta una possibilità, concessa dall'Amministrazione Finanziaria per ragioni di semplificazione contabile. Inoltre, l'integrazione presuppone che il documento da registrare e conservare sui registri Iva sia quello emesso dal fornitore e non quello redatto dal cliente: per questo motivo anche il numero da indicare nei modelli intra per il futuro dovrebbe essere quello della fattura del fornitore estero. L'integrazione obbligatoria di fatto comporta che l'obbligo di versare l'Iva sia collegato alla data di ricevimento del documento e non più al pagamento del servizio.
Il committente nazionale dovrà:
  • numerare la fattura del fornitore comunitario e integrarla dell’ammontare dell’Iva calcolata secondo l’aliquota applicabile;
  • annotare la fattura integrata entro il mese di ricevimento, ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese, distintamente nel registro vendite, secondo l’ordine della numerazione;
  • annotare la stessa fattura integrata, distintamente, anche nel registro acquisti nello stesso periodo.

MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DEI SERVIZI
L'operazione si considererà effettuata alla data di ultimazione della prestazione, per i servizi limitati nel tempo (servizi "spot") o al momento di maturazione del corrispettivo, per i servizi periodici o continuativi.
Questa modifica farà coincidere temporalmente la dichiarazione Intrastat presentata dal soggetto estero con quella dell'operatore nazionale, perché entrambe andranno per competenza.
Il primo problema che si pone è individuare la data di ultimazione del servizio, da cui decorrono i termini per fare le registrazioni contabili: la data di ultimazione, infatti, ha una collocazione temporale piuttosto incerta, a differenza del pagamento. Il problema non si pone nel caso di prestazioni rese da fornitori comunitari, posto che l'obbligo del cliente italiano di versare l'imposta al Fisco sorge solo dopo il ricevimento della fattura e non esiste, per i servizi, un obbligo di regolarizzare l'operazione entro il secondo mese successivo all'effettuazione dell'operazione, così come previsto per gli acquisti di beni (articolo 46, comma 5, del decreto legge 331/93).
La normativa comunitaria ha imposto che il fornitore, fra gli elementi obbligatori della fattura, debba indicare anche la data di ultimazione del servizio (articolo 226 della direttiva 2006/112/CE). Il cliente può ritenere che il servizio sia ultimato quando riceve la fattura del fornitore.

LA DURATA DELLE PRESTAZIONI
L'altro problema riguarda l'individuazione dei rapporti di durata, per i quali vale la regola della maturazione dei corrispettivi: anche in queste ipotesi, però, salvo che non risulti un espresso accordo sulla tempistica per l'emissione della fattura (si pensi a un contratto di consulenza continuativa che prevede la fatturazione trimestrale), si potrebbe fare riferimento alla data di ricevimento del documento del fornitore estero.

SANZIONI
Per l'omessa integrazione del documento ricevuto da un fornitore comunitario di servizi, è prevista la sanzione da un minimo del 100% al 200% dell'Iva relativa, anche se la violazione non ha un riflesso effettivo sulle imposte dovute. Secondo l'interpretazione dell'agenzia delle Entrate, la sanzione applicabili all'azienda che registra in ritardo un documento è la stessa prevista nel caso in cui il documento non sia stato mai registrato (circolare 23/E del 1999).

Dott. Roberto Fedegari
Studio Fedegari

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