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Maternità: si può rientrare prima

del 19/12/2011

Maternità: si può rientrare prima
Premessa
L’Inps, con la circolare n. 139 del 27 ottobre 2011, illustra le novità riguardanti i congedi e permessi riconosciuti alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti in occasione dell’evento di maternità/paternità.
Al riguardo, l’Inps fa espressamente riferimento al decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011, il quale prevede che è riconosciuta alle lavoratrici dipendenti la facoltà della ripresa anticipata del lavoro solo al verificarsi di uno dei seguenti casi:
  • interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno dall’inizio della gestazione;
  • oppure il decesso del bambino alla nascita ovvero durante il congedo di maternità post partum.
Nello specifico, viene inserito all’articolo 16 del Testo Unico il nuovo comma 1-bis che recita: ”nel caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno dall’inizio della gestazione, nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, le lavoratrici hanno facoltà di riprendere in qualunque momento l’attività lavorativa, con preavviso di dieci giorni al datore di lavoro, a condizione che il medico specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla loro salute”.
E’ bene ricordare che il Testo Unico sulla maternità e paternità e precisamente all’articolo 16 prevede il divieto per il datore di lavoro di adibire al lavoro le lavoratrici in avanzato stato di gravidanza nonché durante il periodo di puerperio; a nulla vale l’eventuale consenso scritto della lavoratrice a prestare attività lavorativa durante tale periodo. In caso di violazione di tale disposizione il datore di lavoro incorre nella sanzione prevista nell’articolo 18 del Testo Unico e precisamente nella pena detentiva dell’arresto fino a sei mesi.
Tale novità riportata nel decreto legislativo 119/2011 viene incontro ad una particolare esigenza della lavoratrice permettendole di riprendere il lavoro (non rimango a casa a pensare a quanto mi è accaduto, mi distolgo dal pensiero incontrando gente, riprendo i miei tempi e ritmi) e permette al datore di lavoro di esaudire ad una richiesta della lavoratrice senza incorrere nelle sanzioni previste.

Condizioni
La ripresa anticipata dell’attività lavorativa è possibile, quindi è una facoltà che deve essere esercitata dalla lavoratrice, a condizione che il ginecologo del servizio sanitario nazionale oppure convenzionato con il servizio sanitario nazionale e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Testo Unico n. 81/2008) attestino l’assenza di fattori che potrebbero arrecare pregiudizio alla salute della lavoratrice interessata.
La lavoratrice interessata a riprendere l’attività lavorativa è tenuta a dare un preavviso di 10 giorni al proprio datore di lavoro. Ovviamente rinunciando in tutto o in parte al congedo di maternità post partum perde il diritto a percepire l’indennità di maternità a decorrere dalla data della ripresa dell’attività lavorativa.
Il datore di lavoro, che normalmente è chiamato ad anticipare l’indennità di maternità per conto dell’Inps, potrà portare a conguaglio le somme anticipate alla lavoratrice fine al giorno precedente alla data di ripresa dell’attività lavorativa.
Le lavoratrici interessate, per potersene avvalere, sono tenute ad informare l’Inps comunicando la natura dell’evento che ha reso possibile l’esercizio dell’opzione in esame nonché la data in cui è avvenuta la ripresa dell’attività lavorativa.

Modalità operative/documentazione da produrre
Nella circolare in esame si prospettano due casi :
  1. interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno. Si ritiene che la facoltà di riprendere l’attività lavorativa sia riconoscibile anche in caso di interruzione verificatasi in coincidenza del 180° giorno (vedi messaggio Inps n. 9042 del 18 aprile 2011).
    La lavoratrice:
    • acquisisce la certificazione necessaria dal ginecologo del servizio sanitario nazionale (o convenzionato) e dal medico competente (Testo Unico 81/2008);
    • inoltra al proprio datore di lavoro, dando un preavviso di 10 giorni, idonea comunicazione con cui esplicita la propria volontà e allegandovi la certificazione rilasciata dal servizio sanitario nazionale e medico competente (Testo Unico 81/2008);
    • produce all’Inps il certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto;
    • produce all’Inps certificazione sanitaria attestante la data in cui si è verificata l’interruzione della gestazione.
  2. decesso del nascituro alla nascita ovvero durante il periodo di congedo post partum
    • acquisisce la certificazione necessaria dal ginecologo del servizio sanitario nazionale (o convenzionato) e dal medico competente (Testo Unico 81/2008);
    • inoltra al proprio datore di lavoro, dando un preavviso di 10 giorni, idonea comunicazione con cui esplicita la propria volontà ed allegandovi la certificazione rilasciata dal servizio sanitario nazionale e medico competente (Testo Unico 81/2008);
    • presenta all’Inps il certificato di morte del bimbo, oppure in alternativa, la dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000;
    • presenta all’Inps una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000, per comprovare la data di effettiva ripresa dell’attività lavorativa e avendo riguardo di dichiarare sotto la propria responsabilità di avere presentato al proprio datore di lavoro le idonee attestazioni mediche richieste dalla norma, nelle quali è dichiarato che le proprie condizioni di salute sono compatibili con la ripresa del lavoro.

L’entrata in vigore del decreto ministeriale 12 luglio 2007, che ha esteso il divieto di prestare attività lavorativa nei periodi di cui all’articolo 16 Testo Unico anche alle lavoratrici iscritte alla gestione separata (articolo 2 comma 26 legge 335/1995), ha di conseguenza ampliato quanto previsto alle lavoratrici dipendenti anche alle lavoratrici iscritte alla gestione separata. Tutto quanto di cui sopra andrà presentato, anziché al datore di davoro, al committente dei lavori.

Rag. Gian Marco Bosticchi
Studio Rosati Consulenti del Lavoro
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