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La "paternità" dei rifiuti provenienti da attività di manutenzione

del 24/11/2011

La "paternità" dei rifiuti provenienti da attività di manutenzione
Si intende qualificare la "paternità" dei rifiuti provenienti dall'attività svolta ed i relativi adempimenti .
L'affidamento di una manutenzione, ristrutturazione o demolizione a terzi che godono di professionalità, autonoma organizzazione, autonomia decisionale e gestionale, fa si che il carattere di rifiuto venga acquisito "nelle mani" di tale soggetto terzo, è lui il produttore iniziale del rifiuto, in quanto compie autonomamente un'attività di manutenzione e/o demolizione a sua totale discrezione, è lui che decide cosa fare, demolire, ristrutturare, sostituire; la volontà del "disfacere" parte da tale soggetto, è lui stesso che compie materialmente l'attività di manutenzione, pertanto è ad esso che spetta la "paternità del rifiuto".
In definitiva:
  • se l'impresa di manutenzione svolge tale attività, con regolare contratto di affidamento da parte del committente, nel quale viene specificato che la manutenzione, sostituzione dei pezzi meccanici, revisione, eccetera, è da espletarsi in totale autonomia decisionale del manutentore, purché venga garantita l'efficienza del bene, impianto o macchinario, senza dover procedere dietro approvazione scritta o verbale del committente, il produttore del rifiuto che ne deriva, sia esso pericoloso che non, è il manutentore;
  • i rifiuti provenienti da attività di manutenzione si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività ovvero propri rifiuti prodotti fuori dall’unita’ locale; verranno a tal punto rispettati tutti gli adempimenti afferenti ai produttori dei rifiuti pericolosi e non.
  • se a decidere cosa sostituire, come e quando, è il committente, che con espresso ordine commerciale o contratto indica il servizio da espletare da parte del manutentore, perché già consapevole (il committente) di cosa si deve sostituire perché rotto o obsoleto eccetera, è il committente stesso che giuridicamente "si disfa" di tale bene, è il committente che per espressa volontà decide di demolire o sostituire un bene che acquisisce da quel momento il carattere e natura giuridica di rifiuto, il terzo manutentore rimane un materiale esecutore.
Breve guida allo smaltimento dei rifiuti pericolosi

Qualora dall'attività di manutenzione derivino rifiuti speciali pericolosi, la movimentazione dei rifiuti dal luogo di effettiva produzione alla sede legale o all'unità locale dell'impresa di manutenzione è accompagnata da una copia della Scheda SISTRI Area Movimentazione, da scaricarsi dal sistema, debitamente compilata e sottoscritta dal soggetto che ha effettuato la manutenzione.
In tal caso, i mezzi di trasporto adibiti unicamente alla movimentazione dei rifiuti di manutenzione dai siti di produzione alla sede legale o all’unità locale dell’impresa di manutenzione non hanno l’obbligo di installare le Black Box.
La procedura prevista in questo caso è la seguente:
  1. una volta programmato il giro di manutenzione, il delegato dell’impresa che effettua la manutenzione provvede a stampare, presso la sede legale o la sede locale di riferimento, un numero sufficiente di Schede SISTRI Area Movimentazione in relazione alle tipologie di rifiuti pericolosi generati dalle attività di manutenzione;
  2. i rifiuti vengono movimentati verso la sede legale o l’unità locale dell’impresa di manutenzione;
  3. entro 10 giorni dalla produzione, i rifiuti devono essere registrati nel Registro Cronologico;
  4. la movimentazione del rifiuto dalla sede legale o dall’unità locale dell’impresa di manutenzione all’impianto di gestione non presenta differenze rispetto alle normali procedure di movimentazione. 
Va ricordato tuttavia che l’esenzione dall’installazione della Black Box si applica solo per i mezzi che trasportano rifiuti dal sito di manutenzione all’unità locale o sede legale di riferimento (ovvero la sede legale o l’unità locale alla quale viene formalmente imputata la produzione di rifiuti).
Nel caso in cui l’operatore voglia trasportare i rifiuti prodotti durante le attività di manutenzione direttamente all’impianto di gestione il mezzo deve essere dotato di Black Box e si applica la seguente procedura:
  1. il delegato della sede legale o dell’unità locale di riferimento dell’impresa di manutenzione, provvede a registrare i rifiuti prodotti nel Registro Cronologico riportando l’indirizzo del sito di manutenzione come luogo di effettiva collocazione del rifiuto;
  2. il delegato della sede legale o dell’unità locale di riferimento compila la Scheda SISTRI Area Movimentazione che riporta l’indirizzo del sito di manutenzione come luogo di partenza del rifiuto;
  3. il delegato dell’azienda di trasporto compila la Scheda SISTRI Area Movimentazione nella sezione relativa al trasporto inserendo il percorso e le altre informazioni necessarie. Il percorso da indicare è quello che va dal sito di manutenzione all’impianto di gestione. Stampa poi due copie della Scheda SISTRI Area Movimentazione e le consegna al conducente;
  4. il conducente si reca presso il sito di manutenzione e ritira i rifiuti;
  5. dopo aver effettuato il carico, il conducente attiva la Black Box inserendovi il dispositivo USB;
  6. successivamente il trasportatore provvede ad inserire nel sistema la data e l’ora della presa in carico dei rifiuti. La consegna all’impianto di gestione avviene come nel caso generale.
Si ricorda che al trasporto dei propri rifiuti pericolosi derivanti da attività di manutenzione con mezzi aziendali preventivamente iscritti all’Albo nazionale gestori ambientali secondo le procedure di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 152/2006 e successive modificazioni, si applica il limite giornaliero di 30kg/30l di rifiuto trasportato.


Giuseppe Toscano

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