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Gli accordi di Joint Venture

del 19/07/2010

Gli accordi di Joint Venture

Il termine "joint venture", mutuato dal diritto anglosassone, viene utilizzato allorquando si tratta di definire un accordo di collaborazione fra due società che intendono sviluppare un progetto comune.
In effetti, l'ampio fenomeno riconducibile al concetto di "joint venture" ricopre una vastissima gamma di realtà contrattuali, in un gran numero di Paesi, al fine di raggiungere un'ampia varietà di obiettivi economici. Appare evidente come l'impossibilità di ricondurre in modo agevole le "joint ventures" ad un concetto giuridico unico e rigoroso derivi da un lato dalla vastità della gamma di realtà comprese in questa definizione, dall'altro dall'impossibilità di far convergere dette realtà in una delle forme contrattuali previste dal nostro ordinamento giuridico.

Con l’espressione "joint venture" non si andrà perciò a qualificare ed identificare un singolo contratto ma un più ampio concetto di "business", ovvero la collaborazione di più soggetti economici diretta al raggiungimento di uno scopo comune.
Tale obbiettivo, comune denominatore degli accordi di joint venture, potrà essere raggiunto di volta in volta attraverso tipologie contrattuali che, pur avendo il medesimo scopo, sono giuridicamente qualificabili in tipologie concrete ben diverse.
Ne consegue che, volendo cercare di analizzare a tutti i costi il tipo "contratto di joint venture", occorrerà per forza di cose far capo a delle definizioni piuttosto vaghe, lasciando alle specificità di ogni caso concreto gli aspetti di dettaglio.

Tipologie di joint venture

Premessi i profili identificativi dell’accordo di joint venture inteso in senso generale, è necessario sottolineare che gli interpreti sono soliti operare una prima, grossa, distinzione fra "joint venture contrattuale" e "joint venture societaria": nel primo caso la collaborazione fra le parti è retta esclusivamente da uno o più accordi contrattuali, generalmente (ma non necessariamente) collegati fra loro, che permettano di identificare i ruoli di ognuna delle parti e regolamentare i diritti ed obblighi reciproci; nel secondo caso, le parti, al fine del raggiungimento dello scopo comune prefissato, ricorrono alla costituzione di una società.

Aspetti comuni alle varie tipologie di joint venture

Vi sono ovviamente alcuni aspetti comuni a tutte le categorie di "joint ventures", aspetti che derivano dalle medesime esigenze che una collaborazione impone.
Indipendentemente dalla forma giuridica scelta dalle parti, gli accordi di "joint venture" affrontano (e tentano di risolvere) sempre le problematiche seguenti:
a) l'obiettivo: l'accordo di "joint venture" presuppone che le parti abbiano un obbiettivo comune dal cui raggiungimento possano trarre tutte beneficio, che non deve necessariamente essere identico sia qualitativamente che quantitativamente per tutti i soggetti sottoscrittori dell’accordo di joint venture.
b) il ruolo funzionale delle parti: anche se in taluni casi il ruolo di una delle parti può limitarsi al semplice (ma indispensabile) supporto finanziario, la "joint venture" presuppone sempre una ripartizione dei compiti, con conseguente determinazione delle responsabilità;
c) i poteri decisionali delle parti in costanza dell’accordo: nelle "joint ventures", avendo sempre le stesse quale base un progetto realizzabile in archi temporali medio-lunghi, deve esser regolamentato il modo nel quale, durante la validità dell’accordo, vengono adottate le decisioni in merito al progetto in questione, stabilendo così il ruolo di ognuna delle parti nella procedura decisionale, onde evitare pericolosi conflitti di competenza ed attribuzione in delicate fasi dello sviluppo del progetto stesso.
d) la ripartizione dei costi della "joint venture" e dei proventi che verranno realizzati, che non dovranno essere necessariamente proporzionali;
e) le limitazioni alla libertà contrattuale di ognuna delle parti: a seconda dell'obbiettivo economico alla base della "joint venture" vengono frequentemente pattuite clausole di riservatezza, di non concorrenza, di non interferenza al fine di consentire alla "joint venture" di poter raggiungere il proprio obbiettivo senza subire un’eventuale, nociva interferenza delle parti, pur sfruttandone le relative, differenti risorse.

Le "joint ventures" contrattuali

La caratteristica principale di questa categoria consiste nel fatto che le parti regolamentano tutti i loro rapporti unicamente tramite accordi contrattuali specifici (siano essi bilaterali o con pluralità di parti) senza dar vita ad un nuovo soggetto giuridico che sviluppi il progetto per conto delle parti.
Le "joint ventures contrattuali" vengono spesso adottate allorquando le Parti vogliano realizzare progetti non complessi raggiungibili in un orizzonte temporale di breve periodo.
Utilizzando lo strumento contrattuale si ottiene in effetti una struttura meno onerosa e più versatile, la cui creazione, organizzazione e scioglimento si rivela senz'altro più semplice di quanto non sia nelle "joint ventures societarie".
Data la specificità e breve durata delle singole realtà che le "joint ventures contrattuali" intendono regolamentare, diviene praticamente impossibile elencare le caratteristiche principali di tutte le forme contrattuali che le stesse possono rivestire.

Le "joint ventures societarie" (o joint venture corporation)

Le "joint ventures societarie" sono generalmente alla base di collaborazioni più complesse e di più ampio respiro rispetto a quelle abitualmente realizzate attraverso la creazione di una "joint venture contrattuale".
La creazione di una nuova entità giuridica comporta inevitabili conseguenze giuridiche e fiscali. Da un lato quindi occorrerà considerare che lo scioglimento della "joint venture" non potrà più essere così agevole, dovendosi in effetti liquidare anche la "joint venture corporation", e dall'altro occorrerà verificare le conseguenze fiscali che la presenza della "joint venture corporation" avrà sulla destinazione dei proventi della "joint venture".

Ne consegue l'adozione di una struttura contrattuale molto complessa, che d'altro canto consente di garantire una maggiore stabilità alla "joint venture" stessa, dotandola di organi di controllo e di gestione inquadrati in una struttura giuridica a carattere stabile. Una "joint venture societaria" viene usualmente concretizzata per il tramite dei documenti seguenti:

a) un "joint venture agreement", o accordo – quadro che regolamenta da un lato tutti gli aspetti connessi con la costituzione della "joint venture corporation", dall'altro i rapporti
fra i soci in qualità di azionisti di detta società;
b) i cosiddetti "ancillary agreements" che potremmo assimilare come concetto ai patti parasociali, che hanno lo scopo di regolamentare la futura collaborazione fra la "joint venture corporation" e le singole parti, in particolare specificando i ruoli di ognuna di esse all’interno del nuovo soggetto giuridico.

La complessità della documentazione contrattuale necessaria rende abitualmente impossibile negoziare e predisporre contemporaneamente tutti i contratti necessari per la creazione di una "joint venture societaria".
Frequentemente viene quindi predisposto innanzitutto il "joint venture agreement", mentre in un secondo tempo vengono concretizzati, negli "ancillary agreements", i principi previsti dal primo contratto, fermo restando che l'implementazione della "joint venture" avviene unicamente allorquando anche questi documenti sono stati predisposti.
Questo modo di procedere può dar adito a serie difficoltà, soprattutto qualora le parti non dovessero trovare un consenso sul contenuto degli "ancillary agreements" e decidere così di non dar seguito alla "joint venture".
Si consiglia, perciò, di operare in modo da regolamentare almeno tutti gli aspetti principali nel "joint venture agreement", cercando nel contempo di predisporre, quali allegati allo stesso, almeno una traccia degli "ancillary agreements", cercando di accelerare le trattative alfine di far si che venga raggiunto un accordo definitivo su tutti i punti da regolamentare.

Per quanto attiene alle problematiche che potrebbero insorgere tra i soci nel periodo di vita della joint venture societaria, si consiglia caldamente, vista la natura personale e fiduciaria dei rapporti tra le parti, l’adozione di una clausola compromissoria ben strutturata ed efficace.

Luca Amati, avvocato in Milano
Studio Legale Amati, Biavaschi e Associati


19/07/2010

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