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Accordi strategici: il consorzio tra imprese

del 08/07/2010

Accordi strategici: il consorzio tra imprese


Il consorzio può trarre origine da un accordo tra i consorziati
(c.d. consorzio contrattuale) o attraverso la costituzione di un’apposita società consortile; in questo secondo caso le norme di funzionamento dello stesso saranno ricalcate sul modello della società-tipo precelta.
Altra fondamentale distinzione è quella che concerne la rilevanza del consorzio di fronte ai soggetti terzi. In questo senso, avremo consorzio con attività interna quando lo stesso mira essenzialmente ad una regolamentazione pattizia dei rapporti tra consorziati, all’accertamento dell’adempimento degli obblighi che i consorziati hanno assunto; il consorzio interno, per sua natura, non esplica attività con soggetti terzi, non assumendo nei confronti degli stessi obbligazioni giuridiche.

Nella pratica, tali tipi di consorzi sono solitamente costituiti per regolamentare la concorrenza tra società, per esercitare un controllo qualitativo dei prodotti dei consorziati o per la creazione ed il rispetto di marchi di qualità. Di converso, i consorzi con attività esterna esplicano la propria attività interagendo con soggetti terzi; l’organizzazione consortile funge, per così dire, da filtro tra i consorziati e i terzi assumendo nei loro confronti delle obbligazioni giuridicamente vincolanti.

E’ fondamentale sottolineare come il consorzio ( sia contrattuale che costituito attraverso società consortili) non abbia fini di lucro, in ciò distinguendosi dalle società commerciali ed avvicinandosi alle cooperative. Il vantaggio che deriva ai consorziati si traduce in un miglior costo di gestione, e quindi, in definitiva, in un risparmio di spesa.

Il consorzio, indipendentemente dalla rilevanza interna o esterna, viene costituito attraverso la stipulazione di un contratto (atto costitutivo del consorzio oltre a statuto dello stesso) che dovrà rivestire, a pena di nullità, la forma scritta.
Il contratto, inoltre, dovrà per la sua validità, a mente dell’art. 2603 c.c., indicare alcuni elementi essenziali, quali, a titolo esemplificativo, l’oggetto dell’attività che il consorzio si propone di svolgere, la sede, gli obblighi assunti ed i contributi dovuti dai consorziati, l’indicazione degli organi consortili, i casi di recesso ed esclusione.

Analizziamo, in sintesi, gli elementi più importanti:

  1. l’oggetto del consorzio, si dovrà analiticamente indicare quale sarà l’attività esercitata dal consorzio stesso, se la stessa avrà rilevanza interna o esterna, precisando, in tale secondo caso, la posizione del consorzio nei confronti dei terzi. E’infatti fondamentale distinguere, in caso di rilevanza esterna, ed ai fini della responsabilità verso i terzi, tra le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza e le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati: nel primo caso i terzi saranno sfavoriti, in quanto potranno fare valere i propri diritti patrimoniali solo sul fondo consortile (solitamente non molto capiente e, soprattutto, non vincolato e regolamentato alla stregua del capitale sociale nominale delle spa e srl); nel secondo caso rispondono invece i consorziati per conto dei quali gli organi del consorzio hanno agito, in via solidale con il fondo consortile.
  2. Per ciò che riguarda gli obblighi assunti ed i contributi dovuti dai consorziati, potranno essere previsti, oltre che i contributi d’ingresso di cui alla costituzione del c.d. fondo consortile, anche dei contributi c.d. di gestione che potranno essere o essere fissati nel contratto consortile o (soluzione preferibile) determinati successivamente dagli organi del consorzio anche in base all’attività concreta del consorzio ed alle esigenze maturate e maturande nel corso della vita del consorzio stesso.
  3. Le attribuzioni ed i poteri degli organi consortili: il codice civile non precisa quali siano gli organi del consorzio e neppure le loro attribuzioni; nella pratica, dovrà esistere un organo con funzioni deliberative (l’assemblea dei consorziati) ed un organo con funzioni gestorie ed esecutive (il Consiglio Direttivo, all’interno del quale andrà eletto il Presidente).
    Per il funzionamento di detti organi si potrà analogicamente fare riferimento, con i dovuti ed opportuni adeguamenti, a quanto disposto in tema di società di capitali.
  4. Le condizioni di ammissione dei nuovi consorziati: il contratto di consorzio è tendenzialmente aperto ed è quindi possibile che, durante la vita del consorzio, aumenti il numero dei consorziati; lo statuto dovrà necessariamente prevedere le condizioni per la partecipazione al consorzio, stabilire quale organo debba decidere sulle domande di ammissione di nuovi consorziati.
    Se in statuto non è diversamente disposto, per potere procedere all’ammissione di un nuovo consorziato sarà necessario il consenso unanime dei consorziati. L’ammissione di un nuovo consorziato non determinerà l’obbligo della stipulazione di un nuovo contratto consortile, ritenendosi condizione necessaria e sufficiente la sottoscrizione, da parte del neo consorziato, di un atto di adesione al contratto originario.
  5. I casi di recesso o esclusione: il contratto può prevedere e consentire, in determinate situazioni, ed a certe condizioni, il diritto di recesso in capo ai consorziati, nonché il diritto, in capo agli organi direttivi del consorzio di procedere, in particolari casi che andranno elencati (ad esempio, fallimento del consorziato) all’esclusione del consorziato stesso.
  6. Le sanzioni, in capo ai consorziati, per l’inadempimento degli obblighi stabiliti nello statuto: nella pratica si rinviene assai spesso l’uso, da parte dei consorzi, di irrogare delle sanzioni (sia patrimoniali che amministrative) nel caso in cui i consorziati non adempiano agli obblighi che si sono assunti al momento dell’ingresso nella compagine consortile.
    Per quanto concerne la fase finale della vita del consorzio, l’art. 2611 c.civ. elenca le cause di scioglimento dello stesso, al verificarsi delle quali i consorziati devono attivare la procedura di liquidazione.

    E’importante sottolineare che, nel silenzio della legge, secondo la giurisprudenza maggioritaria il consorzio con attività esterna sarebbe soggetto al fallimento. Il fallimento del consorzio non si estende ai singoli consorziati e deve ritenersi – a contrario – escluso qualora il consorzio stesso concretamente non eserciti attività commerciale.


    Luca Amati, avvocato in Milano
    Studio Legale Amati, Biavaschi e Associati

    10/07/2010

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