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Ultime novità sull'apprendistato

del 21/11/2011

Ultime novità sull'apprendistato
Il 25 ottobre 2011 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 167 del 14.9.2011 che ha riformato il contratto di apprendistato.
Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Fanno eccezione le attività cosiddette stagionali per le quali la contrattazione collettiva può prevedere contratti a tempo determinato.
Tre sono i tipi di contratto di apprendistato previsti dalla norma:
  • a) apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;
  • b) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;
  • c) apprendistato di alta formazione e ricerca.
A questi si aggiunge un quarto tipo non rivolto ai giovani ma a lavoratori iscritti alle liste di mobilità.

Contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale.
Con questo tipo di contratto finalizzato all’assolvimento dell’obbligo di istruzione possono essere assunti in tutti i settori i giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni. La durata del contratto è stabilita sia in funzione della qualifica che del diploma da conseguire mentre la componente formativa non può comunque superare il triennio (o quadriennio se il giovane dovrà conseguire un diploma professionale regionale). La regolamentazione è deferita alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e Bolzano. La previsione del monte ore di formazione e le modalità di erogazione sono rinviate alla contrattazione di secondo livello.

Contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere.
Previsto e possibile per tutti i settori di attività sia pubblici che privati per l’assunzione di giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni (anticipata a 17 per coloro che sono in possesso di qualifica professionale) e finalizzato all’acquisizione di una capacità professionale (contratto di mestiere), avrà una durata che non potrà superare i 3 anni per le imprese non artigiane e i 5 per le imprese artigiane. La durata effettiva, in ragione dell’età e della qualifica da acquisire entro i limiti di cui sopra, è demandata alla contrattazione collettiva. La formazione teorica, interna o esterna, svolta sotto la responsabilità dell’azienda, integrata dall’offerta formativa pubblica finanziata dalle Regioni, avrà una durata complessivo non superiore alle 120 ore complessive nel triennio. Per i contenuti si dovrà tener conto dell’età, del titolo di studio nonché delle competenze già in possesso dell’apprendista.

Contratto di alta formazione e ricerca.
Previsto e possibile per tutti i settori di attività sia pubblici che privati per i giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni e finalizzata al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari o di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, la specializzazione tecnica superiore e il praticantato presso studi professionali (previa disciplina degli ordini professionali). La regolamentazione di questo tipo di apprendistato è demandata alle Regioni e alle Province Autonome sulla base di accordi con le associazioni datoriali e dei lavoratori, le Università e altri Enti e istituzioni di studio e ricerca. In carenza di tali regolamentazioni i singoli datori di lavoro e le loro associazioni possono stipulare accordi diretti con le Università, gli istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative e di ricerca (senza oneri per la finanza pubblica).

Contratto di qualificazione o riqualificazione di lavoratori iscritti alle liste di mobilità (con o senza indennità).
Questo contratto è finalizzato all’assunzione di lavoratori, con le caratteristiche di cui sopra, di qualsiasi età. A livello contributivo, a differenza dell’apprendistato delle categorie precedentemente citate, la normativa prevede che in caso di assunzione di un lavoratore con dette caratteristiche, a tempo pieno e indeterminato, il datore di lavoro fruisca di una contribuzione ridotta al 10% per un periodo di 18 mesi e un contributo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità, se dovuta, per un massimo di 12 mesi.

E’ il caso di ricordare alle aziende quanto segue:
  • che il numero di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate in forza. Per le aziende da 0 a 3 dipendenti è assumibile un massimo di 3 apprendisti. Nessun limite è previsto per le imprese artigiane (articolo 4 legge 443/85);
  • che il contratto di apprendistato, pur trattandosi di contratto di lavoro a tempo indeterminato, può essere lecitamente cessato al termine del periodo formativo dando regolare preavviso. Nell’ipotesi invece (ad esclusione di quest’ultimo tipo di apprendistato) che il rapporto di lavoro venisse consolidato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, i benefici contributivi verrebbero mantenuti per ulteriori 12 mesi;
  • che ogni beneficio di tipo contributivo è concesso all’azienda a fronte di precisi adempimenti contrattuali e, conseguentemente, in caso di verifica, essendo la formazione elemento fondamentale del rapporto di apprendistato, il mancato espletamento per responsabilità del datore di lavoro comporta da parte dell’Inps il recupero della differenza contributiva non versata con la maggiorazione del 100%.
Posto che per le aziende con numero di dipendenti inferiori a 10 la contribuzione a carico delle aziende per gli apprendisti era dell’1,5% per il primo anno, del 3% per il secondo e del 10% per il terzo, con la legge di stabilità n. 183 del 2011, al fine di incentivare le aziende all’assunzione di giovani, ha azzerato tali aliquote per tutti e tre gli anni di apprendistato sia a carico delle aziende che dei lavoratori. Nulla, invece, è cambiato per le aziende con numero di dipendenti superiore a 10, per le quali l’aliquota contributiva resta del 10%.
Allo stato dell’arte è necessario ricordare che sino al 24 aprile 2012 vige un periodo transitorio e che dal 25 aprile 2012 la vecchia normativa cesserà di avere efficacia. Entro tale data, quindi, dovranno essere portati a compimento gli iter attuativi e formativi.
Da ciò consegue che ciascuna Regione entro tale data dovrà disciplinare nella parte formativa il contratto di apprendistato qualificante, mentre per l’apprendistato professionalizzante (di mestiere) la contrattazione collettiva di settore dovrà stabilire quantità e qualità della formazione. Per la regolamentazione dell’apprendistato di alta formazione dovranno essere poste in essere le convenzioni tra le Regioni e gli Enti formativi.

Dott. Claudio Zaninotto
Studio Ass. Dott. Claudio Zaninotto e  Rag. Mariella Villani
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COMMENTI

edi

26/09/2017 18:30:23

l'articolo è molto chiaro grazie

Marco

26/09/2017 18:30:23

Ma è stato sempre così per l'apprendistato. Sostanzialmente in cosa consistono queste novità di cui si parla?

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