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I nuovi conferimenti in natura nella società per azioni

del 16/11/2011

I nuovi conferimenti in natura nella società per azioni
Con la Direttiva 2006/68/CE , il legislatore comunitario è intervenuto semplificando le norme che disciplinano la costituzione delle società per azioni nonché le modificazioni del loro capitale sociale.
Ciò nell’intento dichiarato di «promuovere l’efficienza e la competitività delle imprese senza ridurre le tutele di cui beneficiano gli azionisti e i creditori».
Si è ritenuto opportuno, in altri termini, intervenire legislativamente con l’obiettivo di ridurre i tempi ed i costi per le imprese, per i soci e per i terzi, senza intaccare i presidi posti a tutela dei creditori e del mercato.
Particolare attenzione è stata dedicata dal legislatore italiano, con l’introduzione degli articoli 2343 ter e 2343 quater codice civile, alle disposizioni dettate in materia di conferimenti di beni diversi dal denaro.
La normativa di cui si discute contempla interessanti novità, già profusamente esaminate da autorevole dottrina , che richiederebbero una più attenta analisi.
Il presente lavoro si propone, invece, di evidenziare taluni aspetti della nuova disciplina che paiono di immediata rilevanza pratica per gli operatori.
A tal fine, pare indispensabile dedicare la massima attenzione alla lettera del dettato normativo, tenendo peraltro sempre a mente le finalità perseguite dal legislatore comunitario.
Orbene, seguendo il percorso tracciato dalle disposizioni comunitarie, il legislatore nazionale ha introdotto tre regimi semplificati di valutazione dei conferimenti in natura alternativi rispetto al procedimento “tradizionale” ex articolo 2343 codice civile, che impone il ricorso a un esperto designato dal tribunale.
Dal combinato disposto delle norme in esame, emerge un’equivalenza funzionale fra i procedimenti descritti ai sensi dell’articolo 2343 ter e quello di cui all’articolo 2343.
Gli operatori, sussistendone le condizioni (e fatta salva la prevalenza della fattispecie prevista dal primo comma dell’articolo 2343 ter codice civile. su quella del secondo comma), sono dunque liberi di adoperare il sistema di valutazione ritenuto più conveniente. 
Il primo dei procedimenti, previsto dall’articolo 2343 ter codice civile, primo comma, concerne l’ipotesi specifica di conferimento di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato monetario. Con tali espressioni, si allude, rispettivamente, ai valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali (e.g. azioni di società e titoli equivalenti, obbligazioni e altri titoli di debito, eccetera) e alle categorie di strumenti normalmente negoziati nel mercato monetario (e.g. buoni del Tesoro, i certificati di deposito e le carte commerciali, eccetera).
In particolare, la norma riconosce, in caso di conferimento di tali valori e strumenti, la possibilità di evitare il ricorso alla relazione giurata dell’esperto designato dal tribunale, di cui all’articolo 2343 codice civile, a condizione che le seguenti circostanze si siano verificate:

  • i valori mobiliari o gli strumenti del mercato monetario sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati;
  • la negoziazione è effettiva da almeno sei mesi.
In tale ipotesi, il valore attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo deve essere pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentari detti valori mobiliari e strumenti nei sei mesi precedenti al conferimento. L’esistenza di parametri che consentono di individuare un valore “oggettivo” ha indotto il legislatore a ritenere superflua la stima giurata ex articolo 2343 codice civile.  
Il paragrafo introduttivo del secondo comma dell’art. 2343 ter codice civile chiarisce subito che i procedimenti di valutazione quivi indicati sono subordinati rispetto a quelli di cui al precedente comma. In pratica, laddove sia disponibile una media ponderata semestrale dei prezzi di negoziazione dei valori mobiliari e degli strumenti del mercato monetario, l’unico criterio di valutazione alternativo a quello di cui all’articolo 2343 ter primo comma, è rappresentato dalla relazione giurata di cui all’articolo 2343 codice civile.
Fuori dei casi in cui è applicabile il primo comma dell’articolo 2343 ter codice civile, dunque, è possibile far ricorso ai criteri di valutazione descritti nel secondo comma che sono pienamente alternativi e fungibili rispetto alla stima prescritta dall’articolo 2343 codice civile.
Nello specifico, il legislatore ha consentito di evitare la relazione di cui all’articolo 2343 codice civile «qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti sia pari o inferiore
  • al fair value iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente quello nel quale è effettuato il conferimento a condizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero;
  • al valore risultante da una valutazione riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla società e dai socie che esercitano individualmente o congiuntamente il controllo sul soggetto conferente o sulla società medesima, dotato di afeguata e comprovata professionalità».
Il primo dei due procedimenti di valutazione richiama il fair value, ai fini della determinazione del valore del conferimento in natura, disponendo che lo stesso deve essere iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente a quello nel quale è effettuato il conferimento. La lettera della norma ci induce a concludere che, in caso di aumento di capitale sociale, non sarà sufficiente adottare la relativa delibera nell’esercizio successivo all’approvazione del bilancio, ma sarà necessario effettuare concretamente, nello stesso arco di tempo, la sottoscrizione da liberare in natura, per evitare il rischio che il valore di riferimento non sia più attuale.
Ai fini di cui al secondo comma lettera a) dell’articolo 2343 ter codice civile, il bilancio deve essere sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non deve esprimere rilievi sulla valutazione dei beni oggetto di conferimento. Il revisore, in altri termini, non soltanto non dovrà esprimere giudizi negativi, ma non dovrà neanche dichiarare l’impossibilità di esprimere un giudizio. 
Esaminiamo, infine, la fattispecie prevista dal secondo comma lettera b) dell’art. 2343 ter codice civile. Il sistema di valutazione disposto da tale disposizione è destinato, verosimilmente, a prevalere soppiantando la “tradizionale” perizia giurata, più onerosa in termini di tempi e costi. D’altro canto, il legislatore ha ritenuto pienamente presidiati gli interessi dei soci non conferenti e dei terzi dalle seguenti misure di tutela: (1) rispetto di specifici requisiti soggettivi (dell’esperto) ed oggettivi (della relazione); (2) espressa previsione di responsabilità, a cui si espone l’esperto ai sensi del 4° comma dell’art. 2343 ter codice civile, per i danni causati alla società, ai soci e ai terzi; e (3) verifica ex post da parte degli amministratori, che non si siano verificati fatti nuovi rilevanti tali da modificare sensibilmente il valore dei beni o dei crediti conferiti o i requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto. 
La perizia non deve necessariamente preesistere al conferimento. Può essere dunque predisposta una relazione ad hoc, la cui valutazione: (1) non sia riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento; e (2) sia conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento.
Per concludere, i requisiti soggettivi del professionista impongono che questi sia indipendente e dotato di adeguata e comprovata professionalità . La perizia, naturalmente, dovrà accludere tutte le informazioni necessarie per dimostrare gli elementi di cui sopra.

Avv. Vincenzo Diego Cutugno
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