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Catasto fabbricati rurali: ecco gli obblighi di iscrizione

del 27/12/2017

Catasto fabbricati rurali: ecco gli obblighi di iscrizione

L’obbligo di iscrizione degli immobili al catasto fabbricati rurali continua a suscitare perplessità in merito alla tipologia di fabbricati soggetti all’iscrizione. Scopriamo quindi i casi in cui l’iscrizione è obbligatoria e le eventuali sanzioni in caso di inadempienza.

Catasto fabbricati rurali: quando è obbligatorio

Già da tempo si parla della necessità di distinguere tra fabbricati rurali e terreni, al quale i primi erano accomunati. Con l’entrata in vigore del catasto specifico, i possessori di fabbricati sono obbligati alla trascrizione delle proprietà nel registro. Tuttavia permangono molti dubbi in merito agli edifici interessati. In linea generale sono da includere tutti gli edifici autonomi dal punto di vista funzionale e in grado di generare un reddito, anche se minimo. Ne consegue che sono invece esclusi gli edifici che non rispondono a queste caratteristiche. Ecco quindi alcuni esempi di non obbligatorietà delle iscrizioni.

Sono esclusi gli edifici con lavori in corso, non terminati o non utilizzabili poiché molto degradati o allo stato di rudere. Sono inoltre esclusi dagli obblighi gli edifici di ridottissime dimensioni, con superficie inferiore agli otto metri quadri.

Non sono inoltre inclusi nell’obbligo di registrazione le costruzioni adibite ad usi particolari, come le serre, le vasche di acqua per uso agricolo, pollai e costruzioni analoghe. Per questa ultima tipologia l’obbligo decade solo nel caso in cui la costruzione abbia un’altezza inferiore a 1,8 metri e volumetria inferiore ai 150 m3.

Catasto fabbricati rurali: le sanzioni

Qualora una costruzione rientri tra le categorie soggette all’obbligo ma non venga trascritta nel catasto fabbricati rurali, il proprietario è passibile di una multa con importo minimo di 1.032 euro. Nel caso in cui non si abbia ancora provveduto all’iscrizione, è però possibile pagare una sanzione ridotta tramite il meccanismo del ravvedimento operoso, che prevede il pagamento di un sesto della multa minima, pari quindi a 172 euro.

È possibile che i proprietari di alcune costruzioni abbiano ricevuto un avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate, in merito all’obbligo di iscrizione. Nel caso in cui l’edificio rientri in uno dei casi descritti in precedenza, è possibile chiedere l’annullamento del procedimento, rivolgendosi all’ufficio che ha emesso il provvedimento stesso.

Nel caso invece in cui l’edificio non sia più presente e sia stato sostituito da un campo coltivato, il proprietario non è soggetto a sanzioni in quanto non vige l’obbligo di comunicazione, ma si consiglia comunque di chiarire la posizione qualora si sia oggetto di segnalazioni in merito. 

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