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Pensione reversibilità: quando si può incorrere in una riduzione

del 22/11/2017

Pensione reversibilità: quando si può incorrere in una riduzione

Ricevere la pensione reversibilità è un diritto che spetta al coniuge o agli stretti familiari di un defunto. Tuttavia in alcuni casi le pensioni potrebbero subire dei tagli. Analizziamo quindi in quali casi è prevista una riduzione dell’assegno mensile.

Pensione reversibilità: chi ne ha diritto e come funziona

Innanzitutto precisiamo che la reversibilità è un sostegno al reddito familiare, che lo stato riconosce nel caso del decesso di un congiunto. Solitamente la pensione è ricevuta dal coniuge del defunto, ma essa può essere anche percepita da altri familiari, come figli o nipoti a carico del pensionato deceduto.

Il diritto a questo tipo di pensione è sempre valido e viene riconosciuto automaticamente a partire dal mese successivo a quello del decesso.

L’ammontare dell’assegno ricevuto non è però pari a quanto erogato in precedenza al pensionato deceduto; vengono infatti applicate delle trattenute. Si tenga presente ad esempio che l’intero assegno è versato solo nel caso in cui oltre al coniuge, siano presenti anche due figli, mentre nel caso della sola presenza del coniuge esso è ridotto al 60%. Tuttavia in alcuni casi la pensione potrebbe essere ulteriormente decurtata, anche in maniera significativa.

Pensione reversibilità: quando viene ridotta

La pensione reversibilità può non essere riconosciuta per intero nel caso in cui il reddito percepito dall’avente diritto superi una certa soglia, che viene ricalcolata di anno in anno, in base all’ammontare della pensione minima.

In particolare questa cifra è pari al triplo dell’assegno minimo INPS, calcolato su base annua. Per l’anno in corso la soglia limite è quindi pari a 19.573,71 euro.

In caso di superamento di questa soglia, si ha una riduzione che aumenta al crescere del reddito, secondo i casi che seguono.

·  Reddito da 19.573,71 fino a 26.098,28 euro: riduzione del 25%

·  Reddito da 26.098,28 a 32.622,85 euro: riduzione del 40%

·  Reddito superiore a 32.622,85 euro: riduzione del 50%

Dal conteggio del calcolo annuo sono però esclusi alcuni tipi di reddito, come quelli derivanti dalle pensioni di invalidità, gli assegni di accompagnamento o il rendimento della prima casa.

Inoltre i tagli relativi al reddito annuo non vengono applicati nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti figli minori, disabili o studenti, anche universitari. Ne consegue che in questi casi l’assegno sarà percepito per intero, a prescindere dalla soglia di reddito raggiunta dal nucleo familiare.

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