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Riforma fallimentare: le novità dalla nuova legge

del 15/11/2017

Riforma fallimentare: le novità dalla nuova legge

È di pochi giorni fa l’approvazione in via definitiva al Senato della riforma fallimentare. Scopriamo quali sono le novità contenute nel testo.

Riforma fallimentare: arriva la liquidazione giudiziale

La prima modifica apportata dalla nuova legge riguarda la denominazione della procedura fallimentare, che non sarà più definita tale. Infatti è stata introdotta la liquidazione giudiziale, una nuova procedura che nelle intenzioni della legge, vuole portare ad un massimo di tre anni il periodo necessario per la conclusione del procedimento stesso.

Una conseguenza di questa durata relativamente limitata riguarderà gli imprenditori coinvolti, che potranno quindi tornare in tempi più brevi ad esercitare un’attività.

La legge non rivede però nomi e tempi del fallimento; la nuova procedura prevede infatti che sia seguito un iter che si compone di una fase preventiva portata avanti da un soggetto pubblico su base provinciale. Lo scopo di questa fase è l’individuazione delle possibili vie di uscita dalla fase di crisi vera e propria.

Riforma fallimentare: nuovi accordi per la ristrutturazione

Tra le novità del testo sulla riforma fallimentare è prevista la possibilità di estensione degli accordi di ristrutturazione a tutti i creditori e non più quindi solo a coloro che hanno aderito alla prima fase. Tuttavia ciò sarà possibile solo nel caso in cui l’accordo di ristrutturazione sia stato concordato per almeno il 75% dell’ammontare del debito.

Nel caso in cui la procedura fallimentare riguardi un gruppo di imprese, sarà possibile avviare un’unica procedura, snellendo quindi ulteriormente i tempi e semplificando la gestione dei procedimenti più complessi.

La nuova legge istituisce infine un nuovo sistema per i beni destinati alla vendita. Il sistema è stato denominato Common; si tratta di un luogo virtuale di vendita di portata nazionale, dove i beni oggetto di vendita potranno essere acquistati sia tramite denaro sia con titoli creati per questa finalità. Questi tioli servono a certificare i crediti degli aventi diritto alla partecipazione nei procedimenti di liquidazione, e verranno emessi nel caso in cui sia certa (o altamente probabile) la possibilità che i crediti stessi vengano riconosciuti, in seguito alla vendita dei beni di maggior valore inclusi nella liquidazione giudiziale.

Essendo stata approvata in forma definitiva, la legge potrà essere applicata in tutti i suoi punti nei procedimenti che inizieranno successivamente alla data di entrata in vigore (non è quindi retroattiva), fermo restando il tempo tecnico di attivazione dei nuovi istituti ad essa connessi.

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