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Animali e permesso per cure: il primo caso in Italia

del 16/10/2017

Animali e permesso per cure: il primo caso in Italia

È di pochi giorni fa la notizia del primo permesso per cure concesso per assistere un animale domestico. Scopriamo perché rappresenta un precedente che potrebbe aprire la porta a nuovi diritti.

Permesso per cure di un cane: la vicenda

La vicenda alla quale facciamo riferimento è stata riportata dalla LAV, la lega anti vivisezione, che ha seguito direttamente il caso. Come riportato alle pagine del sito web dell’ente animalista, una donna avevo chiesto al datore di lavoro la possibilità di assentarsi dal lavoro per poter curare il proprio cane che aveva la necessità di essere sottoposto a un intervento veterinario urgente.

La donna non aveva la possibilità di essere sostituita nell’assistenza all’animale, ma nonostante questo, il permesso le era stato negato.

Dopo l’intervento della LAV il permesso le è stato concesso e la donna, una dipendente pubblica romana, ha quindi potuto assistere l’animale assentandosi per due giorni dal luogo di lavoro.

Permesso per cure e diritti degli animali: un precedente

Il permesso per cure destinate agli animali concesso alla donna romana costituisce non solo un fatto di cronaca, ma un precedente al quale anche altri proprietari potrebbero appellarsi. Nella difesa dei diritti della donna e dell’animale, infatti, è stato fatto appello all’obbligo di cura per l’animale, in assenza del quale è possibile parlare di maltrattamento e di abbandono di animale, due reati sanciti dal codice penale.

Importante nella vicenda è stato anche il fatto che nessun’altro, oltre alla donna, potesse occuparsi delle cure necessarie al benessere del cane e che quindi fosse lei l’unica persona in grado di prendersi cura dell’animale.

Al di là della singola vicenda, questo caso potrebbe costituire un precedente importante anche per altri lavoratori. Infatti, chiunque dovesse trovarsi nella stessa situazione, potrebbe richiedere un permesso retribuito analogo, appellandosi a questo caso.

Nel caso specifico le cure a favore dell’animale erano urgenti e non differibili. Per poter usufruire di un permesso analogo potrebbe quindi essere richiesta l’opportuna certificazione da parte del veterinario che sancisca la non prorogabilità delle cure o di un intervento.

In questo senso l’assenza dal lavoro per la cura di un animale potrebbe essere equiparabile a quelle relative alla cura di una persona secondo il principio, promulgato dalla stessa LAV ma non ancora accettato dal codice civile italiano, che paragona gli animali non considerati da reddito o da lavoro a membri della famiglia a tutti gli effetti.

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