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Reddito di inclusione: la misura definitiva

del 19/09/2017

Reddito di inclusione: la misura definitiva

Scopriamo tutto ciò che è utile sapere sul reddito di inclusione, approvato in via definitiva e quindi pronto per l’entrata in vigore.

Reddito di inclusione: sostengo alle famiglie meno abbienti

Partiamo innanzitutto dal definire in cosa consiste questa misura. Stiamo parlando di un provvedimento a supporto del reddito delle famiglie più povere, tramite il versamento di una cifra mensile.

L’importo dell’assegno è variabile e parte da un minimo di 190 euro ad un massimo di 485 euro per famiglia. L’erogazione dell’assegno potrà avvenire per un periodo massimo di un anno e mezzo, al termine del quale sarà necessario attendere sei mesi prima di effettuare una nuova richiesta. La cifra verrà caricata su una carta utilizzabile per gli acquisti o per il prelievo fino a metà della somma disponibile mensilmente.

Il nuovo provvedimento entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2018, e vi confluiranno sia l’assegno di disoccupazione (ASDI) sia il sostegno all’inclusione attiva (SIA) che di conseguenza scompariranno come misure autonome.

Reddito di inclusione: i requisiti di accesso

Per poter accedere al reddito di inclusione dovranno essere soddisfatti diversi requisiti.

Innanzitutto l’ISEE famigliare dovrà essere inferiore ai 6.000 euro annui. Inoltre in caso di possesso di immobili, il valore di questi non potrà superare i 20.000 euro, mentre per quanto riguarda il patrimonio, esso dovrà essere inferiore ai 10.000 per le famiglie più numerose, mentre per i nuclei famigliari più piccoli la soglia limite è pari a 6.000 euro.

Possono accedere al sostegno tutti i cittadini italiani e comunitari, mentre per gli extracomunitari l’ammissione è consentita solo per coloro che sono in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata.

Sono inoltre esclusi tutti coloro che hanno acquistato un veicolo a motore immatricolato nei due anni precedenti la richiesta.

Oltre ai requisiti precedenti, l’accesso al sostegno mensile sarà prioritario per chi appartiene ad una delle categorie seguenti:

·  disoccupati con più di 55 anni

·  famiglie con minori

·  famiglie con disabili

·  donne in gravidanza

Secondo le prime stime effettuate, dovrebbero essere circa 660.000 le famiglie coinvolte, delle quali la maggior parte è composta da nuclei famigliari con uno o più figli minori.

Le domande potranno essere presentate presso il comune di residenza, con l’obiettivo di ridurre al massimo il tempo di ricezione ed evasione della pratica di sussidio.

Per il primo anno di attivazione, è prevista una spesa pari a 1,7 miliardi, che potrebbero aumentare a due per gli anni successivi.


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