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Malattia primi tre giorni: in arrivo l’autocertificazione

del 12/07/2017

Malattia primi tre giorni: in arrivo l’autocertificazione

Analizziamo la proposta di legge conosciuta come malattia primi tre giorni che prevede la cancellazione dell’obbligo del certificato medico per i primi giorni di assenza dal lavoro per malattia.

Malattia primi tre giorni: la proposta

Un disegno di legge attualmente in discussione presso la commissione per gli Affari Costituzionali del Senato, propone l’eliminazione dell’obbligo di presentare il certificato di malattia per i lavoratori dipendenti, per i soli primi tre giorni di assenza dal lavoro.

Nel dettaglio la proposta prevede che in caso di malattia definibile come lieve e passeggera, sia il dipendente a contattare il medico, anche telefonicamente, chiedendo di trasmettere direttamente all’INPS un certificato, valido solo per i primi tre giorni.

In questo modo il paziente assente per motivi non gravi potrà evitare di recarsi dal medico e allo stesso tempo i medici dovrebbero veder ridursi il carico di lavoro.

Questo tipo di autocertificazione non sarà però valida nel caso in cui lo stato di salute faccia presupporre la presenza di malattie gravi o comunque di assenze prolungate; in questo caso la visita medica si renderebbe comunque necessaria, anche per i primi giorni di assenza.

Malattia primi tre giorni: cosa accade in caso di falsa dichiarazione?

Le nuove modalità della malattia primi tre giorni potrebbero indurre alcuni a richiedere false certificazioni per stati di malattia non esistenti. Contro questi casi il disegno di legge prevede lo studio di provvedimenti volti a punire il dipendente che simula la malattia, mentre per il medico che agisce in buona fede non dovrebbero essere previsti provvedimenti. Il medico in questi casi diventerebbe infatti una sorta di tramite tra il paziente e l’istituto pensionistico, senza quindi alcuna responsabilità sull’autocertificazione presentata dal paziente.

Se approvato, il provvedimento ridurrebbe inoltre le possibili sanzioni attualmente previste per i medici che emettono certificati senza visitare effettivamente il paziente, che diventerebbe quindi l’unico responsabile del falso certificato.

Al momento il provvedimento è comunque ancora nella fase di proposta, e non è certo che possa essere approvato così come presentato, anche per l’opinione contraria di alcune delle parti in causa.

Per ora resta quindi valida la prassi che obbliga il dipendente a richiedere il certificato di malattia fin dal primo giorno di assenza e che prevede che sia il lavoratore a trasmettere al datore di lavoro il codice presente sul certificato di malattia, non appena ne venga in possesso.

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