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Jobs Act autonomi: nuove tutele per professionisti e collaboratori

del 22/05/2017

Jobs Act autonomi: nuove tutele per professionisti e collaboratori

Del Jobs Act autonomi, ossia della riforma del lavoro dedicata ai lavoratori autonomi e alle partite IVA, si parlava da diverso tempo. Ecco le nuove norme del disegno di legge che ha superato l’approvazione del Senato.

Jobs Act autonomi: nuove regole per i pagamenti

Un primo provvedimento che emerge dal disegno di legge di recente approvato dal Senato riguarda i pagamenti nei confronti di lavoratori autonomi e partite IVA in generale. A queste categorie di lavoratori viene infatti esteso il vincolo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, che come già avviene per le imprese, non potranno superare i 60 giorni. In caso di mancato rispetto di questo limite, la somma sarà soggetta a sanzioni ed interessi da riconoscere in misura proporzionale al tempo di attesa oltre il limite consentito. 

Jobs Act autonomi: più tutele per disoccupazione e maternità

Nel disegno di legge Jobs Act autonomi è stata approvata la norma che autorizza l’innalzamento delle aliquote contributive, al fine di creare una maggiore possibilità di intervento con misure a sostegno del reddito in caso di disoccupazione o di maternità. In particolare l’indennità di disoccupazione potrà essere richiesta anche dai titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa

Un’ulteriore novità riguarda inoltre la possibilità di sospendere un contratto di collaborazione in caso di malattia, di infortunio o di gravidanza. In questi casi il collaboratore potrà richiedere che il rapporto di lavoro non venga interrotto, con un periodo massimo di sospensione pari a cinque mesi. Nel caso in cui la sospensione dal lavoro per infortunio o per malattia si protragga oltre i sessanta giorni, il lavoratore autonomo potrà richiedere la sospensione dal pagamento dei contributi previdenziali.

Per quanto riguarda invece nello specifico la gravidanza, le lavoratrici potranno richiedere un congedo parentale fino a sei mesi, entro il compimento del terzo anno del figlio. Nel caso in cui la professionista decida di non sospendere il lavoro, potrà comunque richiedere l’indennità per la maternità; in caso di assenza potrà invece richiedere la sostituzione ad un professionista da lei scelto. 

Un’ultima novità riguarda le casse previdenziali private, che potranno erogare prestazioni in supporto al professionista in caso di malattia o di perdita del lavoro. Questo tipo di prestazioni dovrà comunque essere legato al versamento di contributi specifici, secondo le modalità stabilite dalla stessa cassa che eroga le prestazioni.

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