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Agevolazioni prima casa: chiarimento sul limite dei 18 mesi

del 09/05/2017

Agevolazioni prima casa: chiarimento sul limite dei 18 mesi

Chi usufruisce delle agevolazioni prima casa ai fini fiscali ha l’obbligo, secondo la normativa vigente, di stabilire la residenza o il luogo principale di lavoro nel comune dove è ubicato l’immobile. Esistono però delle eccezioni; vediamole alla luce di un chiarimento in merito da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Agevolazioni prima casa: come funziona il limite dei diciotto mesi

Per poter usufruire degli sconti fiscali per l’acquisto della prima casa, è necessario che l’acquirente elegga ad abitazione principale l’immobile acquistato e che porti a termine la domanda di ottenimento della residenza entro un anno e mezzo dall’acquisto. Tuttavia lo sconto fiscale (che riguarda una riduzione sull’imposta di registro) può essere ottenuto anche nel caso in cui la residenza sia altrove, ma si acquisti l’immobile nel comune dove ha sede la propria attività lavorativa. In questo caso specifico la residenza può essere mantenuta in un comune diverso. Analizziamo ora un caso particolare sottoposto di recente al fisco.

Agevolazioni prima casa: decadono se si cambia luogo di lavoro?

Il caso specifico è stato sollevato da una persona che aveva usufruito delle agevolazioni prima casa per un immobile ubicato nello stesso comune dove avrebbe dovuto principalmente svolgersi la sua attività lavorativa. In seguito il lavoro preventivato non era però andato come previsto. Nel caso specifico l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la persona può continuare a godere delle agevolazioni, ma a patto che elegga l’abitazione come luogo di residenza entro i diciotto mesi dall’acquisto. Per mantenere l’agevolazione è quindi necessario recarsi nello stesso ufficio che ha registrato l’atto di vendita, per chiedere la rettifica dell’atto. È quindi ipotizzabile che la persona interessata debba recarsi di nuovo dal notaio (a meno che la registrazione dell’immobile sia avvenuta tramite canali diversi, come ad esempio presso un tribunale).

Tuttavia, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate abbia già riconosciuta come non corretta la fruizione dell’agevolazione, non è possibile chiedere la rettifica dell’atto. In questo caso l’Agenzia dovrebbe aver provveduto ad inviare una comunicazione specifica.

Si precisa inoltre che la rettifica non è possibile nel caso siano trascorsi più di diciotto mesi dall’acquisto. In questo caso il contribuente dovrà versare la differenza tra quanto pagato con tassazione agevolata e l’importo previsto senza agevolazioni, secondo le modalità che verranno comunicate dal fisco.

Per dubbi in merito alla possibilità di usufruire delle agevolazioni, consigliamo di rivolgersi ad un professionista fiscale o a un legale.

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