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Sismabonus: anche periti e geometri possono effettuare le diagnosi

del 22/03/2017

Sismabonus: anche periti e geometri possono effettuare le diagnosi

Dopo l’emanazione del decreto relativo agli interventi di prevenzione del rischio sismico, il cosiddetto sismabonus, erano sorte polemiche e dubbi in merito alle competenze professionali necessarie per le consulenze e le certificazioni sugli interventi per la riduzione del rischio. Scopriamo cos’è cambiato dopo l’approvazione di un correttivo alla norma.

Sismabonus: attività riservate ad architetti e ingegneri?

La prima stesura del sismabonus sembrava riservare la possibilità di interventi tecnici alle sole categorie di ingegneri e architetti. Infatti la norma prevedeva che i professionisti incaricati delle fasi progettuali degli interventi fossero in possesso di una laurea in architettura o in ingegneria, escludendo quindi dalla possibilità di azione tutti i professionisti non laureati. La norma prevedeva inoltre la necessità di iscrizione all’ordine professionale di appartenenza, a prescindere dal tipo di professionista interessato.

Dopo le proteste di alcune categorie di professionisti del settore edilizio, come periti e geometri, le norme sono state modificate al fine di includere una platea maggiore di professionisti del settore.

Sismabonus: interventi tecnici anche da geometri e periti

In particolare è stata eliminata la parte relativa al possesso della laurea, e di conseguenza gli interventi tecnici potranno essere eseguiti anche da coloro che sono iscritti ai relativi ordini o a collegi professionali, ma non in possesso di una laurea, come avviene per i geometri o i periti tecnici.

Di conseguenza chiunque voglia far effettuare interventi per la riqualificazione in chiave antisismica degli edifici di proprietà ha la possibilità di rivolgersi ad un numero maggiore di professionisti.

La questione sollevata da geometri e periti non è di poco conto, se si considera che secondo le prime stime effettuate, gli interventi in seguito al decreto potrebbero coinvolgere investimenti da parte dei privati per una cifra pari a 1,6 miliardi di euro. Tuttavia le proteste e le osservazioni in merito alle limitazioni del decreto hanno riguardato anche nello specifico le competenze tecniche necessarie per l’esecuzione di questo tipo di incarichi, che in alcuni casi sono di stretta competenza dei geometri, alla quale il privato cittadino è spesso abituato a rivolgersi per tutto ciò che riguarda la progettazione e gli interventi relativi agli edifici.

La modifica alla norma effettuata dal correttivo è entrata in vigore lo scorso 7 marzo; pertanto chiunque può rivolgersi al professionista preferito nell’ambito delle costruzioni per avere progetti o consulenze in merito alla pianificazione e ristrutturazione antisismica.

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