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Classificazione sismica e sicurezza degli edifici

del 12/09/2016

Classificazione sismica e sicurezza degli edifici

Il ripresentarsi di eventi sismici nel nostro paese fa tornare di attualità una tematica fondamentale per la sicurezza degli edifici e degli abitanti: la sicurezza degli edifici e la classificazione sismica del territorio nazionale. Scopriamo perché è importante capire la classificazione sismica in relazione alla costruzione degli immobili.

Edifici antisismici e sicurezza

Il territorio nazionale italiano è interamente classificato in base a criteri di pericolosità sismica, che identificano ogni comune su una scala con valori compresi da 1 a 4, dove la classificazione come zona 1 indica il massimo grado di pericolosità per gli eventi sismici. In base alla classificazione del territorio sono previste specifiche norme atte a garantire l'antisismicità di un edificio (sia pubblico, sia privato). Entrare nello specifico delle norme di costruzione sarebbe complesso in questa sede; tuttavia è bene essere a conoscenza dell'esistenza di criteri ai quali gli edifici di nuova costruzione dovrebbero rispondere. Per completezza specifichiamo che in base alle ultime modifiche alle Norme Tecniche per le Costruzioni, ad essere indicativo per il grado di pericolosità è un indice specifico che tiene conto delle coordinate geografiche dell'area di edificazione e della storia specifica dell'edificio, se esistente.

Anche il patrimonio immobiliare esistente può essere sottoposto a verifiche specifiche e a interventi conseguenti per permetterne la maggiore resistenza in caso di terremoto. Da questo punto di vista quindi la classificazione del rischio assume un valore ancora maggiore, in quanto il progetto di ristrutturazione in chiave antisismica deve tenere conto del grado specifico di pericolosità territoriale.

La classificazione sismica

La storia della classificazione sismica in Italia è piuttosto recente. Fino al 2003 infatti il territorio nazionale era mappato secondo una scala di pericolosità da 1 a tre. Tuttavia esistevano zone non classificate, superiori al 50% del territorio nazionale che comprendevano i luoghi di residenza di circa il 60% della popolazione.

A partire dal 2003 una specifica ordinanza ha previsto le linee guida alle quali attenersi per la classificazione sismica, obbligando tutte le regioni a comunicare il rischio sismico di ogni comune rispetto alla scala 1-4 (1: zona di massima pericolosità).

Per quanto riguarda le zone classificate come 4, cioè le zona meno pericolose, dove i terremoti sono rari, la progettazione antisismica è facoltativa e la decisione in merito viene presa dalla regione di appartenenza.

Per qualsiasi intervento di verifica o riqualificazione di un edificio, consigliamo sempre di rivolgersi a figure professionali con competenze specifiche nel campo.

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