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Il miglioramento sismico degli edifici prefabbricati

del 28/05/2014

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Il miglioramento sismico degli edifici prefabbricati

Gli edifici prefabbricati in cemento armato sono le strutture più diffuse in Italia per ospitare insediamenti produttivi industriali o artigianali, oppure locali commerciali, o ancora palestre, centri ricreativi e di aggregazione.

Semplici da realizzare, economici da mantenere e durabili nel tempo, possono essere dotati di elevata resistenza al fuoco e, dal punto di vista strutturale statico, sopportano sovraccarichi molto elevati. Nelle nevicate più intense, è facile ricordarsi di cedimenti di strutture in metallo, mentre è estremamente improbabile vedere elementi di cemento armato che abbiano ceduto sotto un carico nevoso anche molte volte superiore al carico di legge di quella zona.

Il limite per queste strutture emerge in tutta la sua drammaticità nelle zone ad elevata sismicità, di cui l’Italia fa purtroppo parte. Il terremoto dell’Emilia del 2012 ce lo ha dimostrato. I capannoni prefabbricati in cemento armato realizzati in quelle zone, nel rispetto delle normative in vigore al tempo della realizzazione, non avevano generalmente nessun tipo di accorgimento sismico. Il che vuol dire che, se dal punto di vista statico stiamo parlando di corazzate indistruttibili, dal punto di vista dinamico, ovvero non appena si sono registrate scosse sismiche, i pilastri, le travi e i copponi che formano la struttura si trovano in condizione di perdita di appoggio reciproco e quindi di crollo delle strutture, con le conseguenze che purtroppo tutti abbiamo visto.

La tecnologia moderna, fortunatamente, ci offre la possibilità di prevenire queste situazioni, che potenzialmente potrebbero presentarsi in tutte le zone d’Italia per le costruzioni prefabbricate in cemento armato, specialmente se realizzate fino agli anni ’90, quando le normative sismiche erano molto più blande delle attuali.

È possibile migliorare il grado di resistenza sismica degli edifici prefabbricati con l’uso di opportuni accorgimenti che comportano la creazione di legami meccanici fra elementi (sistemi di ancoraggio classici formati da piastre con tasselli) assieme a punti di dissipazione dell’energia cinetica con opportuni sistemi innovativi. Questi sistemi, di varie tipologie, possono essere accompagnati da dispositivi leggeri di miglioramento della resistenza della struttura originale con fibre di carbonio o di materiali compositi, oltre a interventi di consolidamento nei terreni.

Attenzione! Interventi di questo tipo devono essere condotti con grande perizia, per evitare che il miglioramento puntuale non costituisca un potenziale pericolo in altri punti delle strutture, i quali non devono mai risultare sovraccaricati rispetto allo stato iniziale in cui si trovavano, sotto carico sismico.

È necessario quindi affidarsi a gruppi di lavoro specializzati per l’analisi di queste situazioni, pretendendo che l’intervento di miglioramento dell’edificio venga fatto con un opportuno studio preliminare che dia un’evidenza ingegneristica dei vantaggi che comporta metter mano all’edificio.

Senza dimenticare che vale generalmente una regola molto semplice: il valore dell’edificio prefabbricato in Cemento Armato è molto alto, ma è anche molto inferiore al valore del contenuto. Per cui è sacrosanto pensare che, in vista di una prossima auspicata ripresa economica, gli edifici prefabbricati esistenti, di cui si ha un’offerta straordinaria nelle zone artigianali e industriali in Italia, non potranno essere tutti abbattuti e ricostruiti, ma dovranno subire un restyling minimo che consenta il loro reimpiego in tutta tranquillità per preservare in ogni occasione il valore del prodotto e soprattutto le vite delle persone che vi lavorano dentro.

Per di più, lo stato incentiva il miglioramento sismico degli edifici in genere con un contributo di detrazione fiscale che parte dal 50% e, per il 2014 in zone di grado di sismicità 1 e 2, arriva al 65%. Un aiuto senz’altro concreto, nel quale rientra non solo la parte di lavori, ma anche la parte di studio ingegneristico indispensabile per garantire il risultato del lavoro.

In definitiva: a costi accettabili, con anche incentivi importanti, si valorizzano edifici e si da alle persone la tranquillità di lavorare in luoghi sicuri.

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