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Multa in scadenza: no all'obbligo di comunicazione dei dati

del 19/01/2017

Multa in scadenza: no all'obbligo di comunicazione dei dati

Il codice della strada in vigore prevede che nel caso di sanzione con decurtazione dei punti l'intestatario del veicolo sia obbligato alla comunicazione dei dati del conducente, se la multa non viene notificata al momento dell'infrazione. Ma cosa accade quando la multa viene notificata a poca distanza dal limite di tempo massimo previsto?

Cosa prevede il codice della strada

Come detto, il proprietario di un veicolo è sempre obbligato a comunicare i dati del conducente in caso di decurtazione dei punti, anche nel caso in cui il veicolo sia oggetto di un noleggio, di un leasing o di un'altra tipologia di concessione. L'intestatario del veicolo ha sessanta giorni di tempo per trasmettere i dati, anche nel caso in cui venga pagata la sanzione prevista per la violazione del codice della strada o venga effettuata un'opposizione alla stessa. Tuttavia cosa accade nel caso in cui la sanzione venga notificata in prossimità della scadenza dei termini di legge, che prevedono 90 giorni di limite temporale massimo per la notifica della multa? Scopriamolo alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione.

No all'obbligo di comunicazione dei dati in prossimità dei termini temporali massimi

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n° 24.233, si è occupata della questione in riferimento alla vicenda del proprietario di un veicolo al quale era stata contestata l'omessa comunicazione dei dati del conducente. L'interessato si era difeso affermando l'impossibilità di comunicare i dati, essendo trascorso molto tempo dalla data dell'effettiva infrazione. Tuttavia la motivazione non era stata ritenuta valida né dal Giudice di Pace né nel successivo appello, in quanto era stato ribadito l'obbligo di comunicazione dei dati.

Tuttavia la Corte di Cassazione ha rigettato i giudizi precedenti, ritenendo fondata la motivazione addotta dall'interessato. La Corte ha cioè ribadito ciò che una precedente sentenza della Cassazione stessa aveva affermato e cioè che il lasso di tempo trascorso tra l'infrazione e la comunicazione avrebbe reso difficoltoso per il proprietario del veicolo risalire a chi fosse effettivamente il conducente al momento dell'infrazione, data la normale difficoltà a ricordare eventi avvenuti molto tempo prima. 

La Corte di Cassazione ha quindi dato ragione all'appellante, evitando quindi la decurtazione dei punti dalla patente del conducente, al quale non è stato possibile risalire.

Nonostante la specificità del caso, non è escluso che la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione possa essere utilizzata anche per casi simili futuri, in quanto la notifica di una sanzione al limite della tempistica prevista per legge non rappresenta un'eccezione.

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