Consulenza o Preventivo Gratuito

Antisisma: norme tecniche e contributi

del 12/01/2017

Antisisma: norme tecniche e contributi

I recenti eventi sismici che hanno interessato il paese rendono quanto mai attuali i provvedimenti conseguenti e relativi alla ricostruzione con norme antisismiche. Ecco quali sono gli ultimi requisiti richiesti per ottenere i contributi in merito alla ricostruzione degli edifici in chiave antisismica.

Decreto terremoto: la ricostruzione antisismica

È stato soprannominato "decreto terremoto" il decreto 189/2016 relativo ai provvedimenti destinati alle zone colpite dallo sciame sismico nel centro Italia. Il decreto, già convertito in legge, prevede misure specifiche per il sostegno alle famiglie e alle imprese, con in particolare una sezione dedicata agli aiuti per le aziende danneggiate dal sisma. Per quanto riguarda nello specifico il settore delle costruzioni, il decreto determina le regole per la costruzione e la ricostruzione degli edifici di ogni tipologia, le regole relative alla partecipazione alle gare per la pianificazione e la ricostruzione delle aree terremotate e le norme che regolano la pianificazione urbanistica delle zone colpite.

Gli aiuti stanziati dal governo riguardano sia gli interventi a favore di edifici pubblici sia il patrimonio immobiliare privato. Focalizziamo ora l'attenzione sulle norme specifiche che riguardano la ricostruzione degli edifici.

Ricostruzione post-sisma: le norme

Il testo riportato in Gazzetta Ufficiale prevede i requisiti minimi e massimi di resistenza per gli edifici, il cui rispetto è indispensabile per l'accesso ai fondi del decreto. Specifichiamo che per resistenza antisismica si intende il rapporto tra la resistenza sismica dell'edificio e la resistenza necessaria per salvaguardare le persone presenti all'interno dell'edificio stesso.

Stando alla tabella diffusa dal decreto, si apprende che il provvedimento riguarda le zone classificate come a rischio sismico di categoria 1, 2 e 3.

Per quanto riguarda i materiali e le tecnologie da impiegare nella ricostruzione, il decreto indica il calcestruzzo armato, la muratura, tipologia mista o altre tipologie di materiale.

Entrando nello specifico della resistenza minima e massima prevista, essa dipende dalle categorie di uso degli edifici.

In particolare per la categoria I è prevista una resistenza minima pari a 0,5, mentre per la resistenza massima il valore è pari alla resistenza minima + 0,2.

Uguali i requisiti di resistenza massima per la categoria II, per la quale è innalzato a 0,6 il valore di resistenza minima richiesto.

Per la classe di uso III, a esclusione degli edifici scolastici, la classe minima equivale ad almeno 0,8, mentre la resistenza massima è pari al valore minimo più 0,1.

Infine anche per la classe di uso IV la capacità di resistenza massima dovrà avere pari valore alla categoria precedente, mentre per la resistenza minima è previsto un valore pari o superiore a 1.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Il miglioramento sismico degli edifici prefabbricati

Ing. Roberto Malaguti del 28/05/2014

Gli edifici prefabbricati in cemento armato sono le strutture più diffuse in Italia per ospitare i...

Edifici antisismici: come costruire e ristrutturare

Redazione del 29/08/2016

I recenti fatti di cronaca hanno riportato l'attenzione sul rischio sismico e sugli edifici in grado...

Classificazione sismica e sicurezza degli edifici

Redazione del 12/09/2016

Il ripresentarsi di eventi sismici nel nostro paese fa tornare di attualità una tematica fondamental...