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Animali e condominio: quando il sequestro è legittimo

del 04/01/2017

Animali e condominio: quando il sequestro è legittimo

La legge italiana prevede la legittimità della detenzione di un animale definibile come domestico anche all'interno dei condomini. Ma cosa accade quando la presenza di animali arreca danno agli altri condomini? Scopriamolo alla luce di una recente sentenza.

Animali domestici in condominio: sempre ammessi ma con alcune regole

La presenza di un animale cosiddetto domestico all'interno di un'abitazione in condominio è sempre legittima, anche nel caso in cui il regolamento condominiale non sia stato adeguato al fine di eleminare eventuali norme che non consentono la presenza di animali. Tuttavia il Tribunale del Riesame di Trieste è di recente intervenuto in un caso che coinvolge la presenza di tre cani in un condominio. Nel caso specifico il Tribunale ha disposto il sequestro dei tre animali, in seguito alle proteste degli altri condomini, sfociate poi in denunce. Alla proprietaria dei tre animali è stato contestato innanzitutto il disturbo arrecato dai tre cani agli altri condomini ed in secondo luogo essa è stata citata in giudizio per i cattivi odori provenienti dal cortile nel quale gli animali erano rinchiusi.

Sequestro preventivo degli animali in condominio

Nel caso citato il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo dei tre animali, in quanto essi erano strumento dei reati compiuti dalla donna e avrebbero inoltre permesso alla proprietaria di continuare a compiere atti di disturbo verso i vicini di casa.

Ciò che i giudici hanno contestato quindi non è la presenza degli animali, ribadita come legittima, ma le modalità con le quali essi venivano custoditi. Il sequestro preventivo è stato possibile alla luce della considerazione degli animali alla stregua di oggetti a disposizione della persona che stava commettendo i reati; diversamente non potrebbe essere motivata la decisione di sequestro. In questo senso a nulla è valsa la possibile sofferenza inflitta agli animali in seguito all'allontanamento della proprietaria, che aveva contestato il sequestro proprio con la motivazione della sofferenza derivante dal distacco per gli animali.

Nel caso specifico determinante per la decisione è stato il tipo di disturbo arrecato agli altri condomini, che costituisce una violazione del codice penale in quanto la presenza dei cani arrecava danno sia per gli odori provenienti dal cortile sia per l'abbaiare dei cani stessi.

La sentenza citata rappresenta un caso specifico, ma permette di comprendere come, nonostante l'ammissibilità degli animali all'interno dei condomini, sia necessario da parte del detentore un comportamento che non ostacoli la pacifica convivenza.

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