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Casa: il risarcimento per occupazione abusiva

del 03/01/2017

Casa: il risarcimento per occupazione abusiva

Quali sono i diritti del proprietario in caso di occupazione abusiva di un'abitazione? Quando si configura questo illecito? Scopriamolo nella guida che segue.

Quando si parla di occupazione abusiva

Come è facile intuire, si parla di occupazione di un immobile quando chi utilizza l'immobile stesso non ha alcun titolo per farlo. Nel caso di un'abitazione ad esempio è definito occupante chi utilizza l'abitazione senza un accordo o un contratto che regoli l'utilizzo dello stesso. Tuttavia, oltre all'occupazione nel senso più classico del tempo, può essere considerato come occupato anche un immobile per il quale non è stato redatto un regolare contratto di affitto, nonostante entrambe le parti fossero d'accordo sulle modalità di utilizzo dello stesso. L'assenza di un contratto di affitto infatti solleva l'inquilino da ogni obbligo nei confronti del proprietario, compreso il pagamento dei canoni concordati. Tuttavia, anche in questo caso, il legittimo proprietario può procedere nei confronti dell'inquilino/occupante secondo le modalità che seguono.

Proprietà di un immobile e danno da occupazione abusiva

Precisiamo innanzi tutto che in caso di un'occupazione eseguita all'insaputa del legittimo proprietario, l'atto rappresenta un reato e non un illecito come nel caso dell'occupazione illegittima. In questa seconda ipotesi infatti l'illecito è in primo luogo compiuto da chi ha concesso l'immobile, in quanto non ha provveduto alla registrazione del contratto di affitto.

In caso di mancato pagamento il proprietario non ha quindi diritti ad avviare una procedura di sfratto, in quanto mancano i requisiti formali per richiedere lo sfratto stesso. Nel caso voglia allontanare l'inquilino, l’unica strada da percorrere per il proprietario è quella del ricorso ad un procedimento giudiziario.

In caso di ricorso ad un procedimento di tipo giudiziario, in primo luogo il proprietario può richiedere che l'immobile venga restituito, ma in secondo luogo ha la possibilità di richiedere anche un risarcimento di tipo economico per il danno arrecato dall'occupazione abusiva. Secondo una recente sentenza, in caso di occupazione il proprietario dell'immobile non deve dimostrare il danno subito in quanto esso è chiaramente intuibile, in quanto l'occupazione dell'immobile genera un danno derivante dalla non disponibilità dello stesso. 

Per quanto riguarda infine l'entità del danno e quindi del possibile risarcimento, essa dovrà essere calcolata considerando il valore dell'immobile, il periodo di occupazione e gli eventuali introiti mancati a causa dell'occupazione illegittima.

Una precisazione: nonostante nel testo abbiamo fatto riferimento al caso dell'occupazione di un immobile a fini abitativi, analogo discorso vale per ogni tipologia di immobile, a prescindere dall'utilizzo. Il ricorso ad un procedimento giudiziario è valido quindi anche per immobili concessi a fini commerciali o per qualsiasi altro scopo. 

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