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Condominio: norme per la videosorveglianza

del 14/12/2016

Condominio: norme per la videosorveglianza

Come funziona la videosorveglianza in ambito condominiale? Quando è possibile installare autonomamente telecamere o altre tipologie di impianti e quando è richiesto il consenso dell'assemblea condominiale? Scopriamolo con l'aiuto della guida che segue.

La videosorveglianza nelle parti condominiali comuni

La modifica alle norme che regolano l'ambito condominiale ha incluso anche le regole relative all'installazione di impianti di videosorveglianza. Secondo il nuovo regolamento condominiale, è possibile installare impianti di videosorveglianza relativi alle aree comuni, a patto che la decisione venga discussa in assemblea condominiale ed approvata dalla maggioranza della stessa. Per l'approvazione è però necessario che il parere favorevole provenga non solo dalla maggioranza dei partecipanti all'assemblea, ma che questi rappresentino almeno il 50% del valore dell'edificio. In caso contrario la decisione di installazione non può essere approvata e deve quindi essere eventualmente rimandata ad un’assemblea successiva.

Se questa è la procedura necessaria per la videosorveglianza delle aree condominiali comuni, diverso è invece il caso delle aree private o di pertinenza dei singoli condomini.

La video sorveglianza nelle aree condominiali private

È invece scelta del singolo condomino quella di applicare telecamere ed impianti di sorveglianza in genere nelle aree di propria pertinenza, senza la necessità di approvazione preventiva da parte dell'assemblea condominiale. 

Se invece l'area di sorveglianza degli impianti riguarda parti comuni e non comuni, sarebbe consigliato chiedere l'approvazione preventiva da parte dell'assemblea, per non incorrere in contenziosi con gli altri inquilini.

Quanto affermato in precedenza, soprattutto in merito alla video sorveglianza delle aree comuni, potrebbe tuttavia suscitare dubbi in merito all’effettiva applicazione. Infatti in almeno un caso, la giustizia ha dato ragione ad un inquilino che aveva installato un impianto di sorveglianza a proprie spese, le cui telecamere inquadravano anche aree condominiali comuni. Nel caso specifico i giudici hanno respinto il ricorso di un altro condomino, che si sentiva infastidito dalla presenza delle telecamere, che a suo parere costituivano inoltre una violazione del proprio diritto alla privacy.

Tuttavia quanto appena descritto riguarda un caso specifico; per dubbi in merito alla legittimità dell'installazione di impianti di sorveglianza privata, è bene rivolgersi in primo luogo all'amministratore condominiale, che dovrebbe essere in grado di rispondere agli eventuali dubbi in merito. In caso di ulteriori dubbi o di assenza dell'amministratore, consigliamo di rivolgersi ad un legale per valutare tutti gli aspetti del caso, incluse eventuali violazioni del diritto alla riservatezza degli altri condomini.

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