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Condominio: come procedere contro i condomini morosi

del 09/12/2016

Condominio: come procedere contro i condomini morosi

La questione della morosità dei condomini è probabilmente una delle condizioni che più spesso ci si trova ad affrontare nei rapporti condominiali. Come procedere in caso di un condomino moroso? La soluzione praticabile è solo la divisione delle quote non pagate tra gli altri condomini? Scopriamolo con la guida che segue.

Se un condomino è moroso pagano tutti?

La soluzione più semplice in caso di morosità condominiale potrebbe apparire quella di suddividere equamente le quote non pagate tra gli inquilini paganti. Tuttavia esistono alternative a questa soluzione.

Infatti, in seguito alla riforma dei condomini avvenuta nel 2012, l'amministratore condominiale ha la possibilità di chiedere immediatamente un decreto ingiuntivo nei confronti degli inquilini morosi. È bene precisare che in questi casi il decreto è immediato, anche in caso di un'eventuale opposizione da parte degli interessati.

Tuttavia l'azione ingiuntiva non può essere effettuata in qualsiasi momento; infatti l'amministratore ha un massimo di sei mesi dalla data di richiesta della quota per poter agire nei confronti dei morosi. Successivamente il recupero dei crediti dovuti potrebbe diventare più complesso e ad ogni modo decadrebbe la possibilità del decreto ingiuntivo immediato.

Le decisioni dell'assemblea verso i condomini morosi

Il ruolo dell'assemblea condominiale, in presenza di morosità, è piuttosto relativo, in quanto l'amministratore può decidere in autonomia la procedura che ritiene più corretta (compresa, quindi, anche l'ingiunzione). Infatti in seguito alle modifiche apportate dalla riforma, l'approvazione delle azioni per il recupero dei crediti non è più soggetta all'approvazione degli altri condomini, così come è decaduto l'obbligo di messa in mora dei condomini che non effettuano il pagamento delle quote dovute.

L'assemblea può non essere informata anche nel caso in cui l'amministratore decida di impedire agli inquilini morosi di usufruire dai servizi comuni a disposizione di tutti gli inquilini. La sospensione può però essere applicata solamente per i servizi dei quali i condomini possono usufruire autonomamente e non può riguardare l'accesso a beni essenziali, come ad esempio all'acqua potabile.

Concludiamo con il caso dei crediti vantati da soggetti terzi, ad esempio per lavori condominiali eseguiti. In questo caso la questione è più complessa, in quanto in passato erano sempre gli inquilini pagamenti ad essere chiamati a coprire anche le quote non pagate. In realtà recenti sentenze in merito indicano che in primo luogo il creditore dovrebbe procedere nei confronti dei singoli condomini morosi, e solo in caso di ulteriore inadempienza, richiedere il pagamento agli inquilini non morosi.

Tuttavia, vista la particolarità della questione e la difficoltà a generalizzare in merito alle possibilità di riscossione, consigliamo di rivolgersi ad un legale per comprendere meglio le possibilità presenti nel singolo caso.

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