Consulenza o Preventivo Gratuito

Lavoro: cos'è il licenziamento per assenze calcolate

del 02/12/2016

Lavoro: cos'è il licenziamento per assenze calcolate

Nel caso in cui un lavoratore effettui assenze ritenute strategiche, è possibile il licenziamento per giusta causa? Scopriamo cosa si intende per assenze calcolate o strategiche e in quali casi si configura la possibilità di licenziamento del dipendente.

Le assenze strategiche in un rapporto di lavoro

Vengono comunemente definite assenze strategiche, o calcolate, le assenze di un lavoratore dipendente che unisce i giorni di assenza per malattia o per altro giustificato motivo ai turni di riposo o ad altre sospensioni dell'attività aziendale. In questi casi le assenze vengono definite strategiche poiché uniscono due casi di legittima assenza al fine, presunto, di prolungare l'assenza dal luogo di lavoro. 

Nel caso questo comportamento venga reiterato e dimostrato nelle sue finalità (cioè nel caso in cui si dimostri che la coincidenza con i periodi di riposo non è casuale), il lavoratore può incorrere in provvedimenti anche importanti, fino al licenziamento. Scopriamo quali sono i casi previsti, anche alla luce di una sentenza della Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi su un caso di assenze calcolate.

Il licenziamento per assenze calcolate

La Cassazione è stata chiamata negli anni scorsi a pronunciarsi su alcuni casi di presunte assenze calcolate da parte dei lavoratori. In un caso specifico (sentenza n° 18678/2014), è stato portato all'attenzione della Corte il caso di una lavoratrice che aveva effettuato molte assenze per malattia. I casi di assenza dal lavoro erano piuttosto numerosi e molto spesso i giorni di malattia erano contigui ai giorni di riposo della lavoratrice. Per questo motivo l'azienda aveva pensato che i giorni di malattia fossero fittizi e collocati in maniera strategica per aumentare il periodo di assenza della lavoratrice. La lavoratrice, di diverso parere, aveva presentato un ricorso contro il licenziamento, avvenuto a suo parere senza un giustificato motivo.

Diverso il parere della Corte di Cassazione, che pur riconoscendo il non superamento dei giorni massimi di assenza consentiti, ha stabilito che il licenziamento possa essere definito come legittimo, in quanto il periodo ridotto di preavviso dell’assenza ha comportato un danno per l’azienda, che non avrebbe avuto modo di sostituire la dipendente. In questo caso quindi è stato riconosciuto un comportamento non adeguato da parte della dipendente stessa, che avrebbe quindi reso una prestazione lavorativa inadeguata rispetto a quanto richiesto dal datore di lavoro, legittimato quindi ad un allontanamento della lavoratrice per motivi riconducibili al licenziamento per giusta causa.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Ok al licenziamento del cassiere che accetta metodi di pagamento non consentiti

del 27/12/2010

Per la sezione lavoro della Corte di Cassazione (sentenza n. 26108/2010) è legittimo il licenziament...

Retribuzioni risarcite se il licenziamento è orale

del 10/01/2011

Il lavoratore licenziato solo verbalmente può far valere la nullità del licenziamento che non interr...

Licenziamento: legittimo intimarlo se per causa diversa dal primo, giudicato illegittimo

del 25/01/2011

Lo Statuto dei lavoratori prevede per le aziende che impiegano più di 15 dipendenti "la tutela reale...