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Cos'è e come funziona la revoca di una donazione per ingratitudine

del 02/11/2016

Cos'è e come funziona la revoca di una donazione per ingratitudine

È possibile chiedere la restituzione di un bene donato, per ingratitudine di chi lo ha ricevuto? Scopriamo cosa prevede la legge in merito alla revoca delle donazioni per ingratitudine.

L'ingratitudine nel codice civile

Prima di parlare del concetto di gratitudine e ingratitudine nel codice civile, è necessaria una premessa. La mancanza di gratitudine, cioè di quel riconoscimento che moralmente si crede sia dovuto dal ricevente quando riceve un bene in dono, è un concetto puramente morale e per questo non può essere regolato da una norma di legge. Tuttavia, ciò che prevede l'ordinamento del nostro paese è la possibilità di riconoscere e punire gli atti che contrastano in maniera dolosa con la donazione ricevuta.

Per questo motivo il codice civile prevede la possibilità di revocare una donazione nel caso in cui il destinatario della donazione metta in atto un comportamento molto grave tra quelli elencati in seguito, danneggiando il donatore.

Il primo motivo di revoca della donazione è costituito dall'omicidio o dal tentato omicidio del donatore, del coniuge o di un parente, ad esclusione dei casi che non comportano la punibilità dell'omicida, come ad esempio per il verificarsi di un evento fortuito.

Un secondo motivo che può spingere alla revoca della donazione è una denuncia calunniosa ai danni del donante o di un suo parente per un reato che comporti una pena superiore ai tre anni.

In aggiunta a quanto detto in precedenza è motivo di revoca della donazione per mancanza di gratitudine anche aver ingiuriato il donatore in modo grave o aver tenuto dei comportamenti che possano aver provocato danni gravi al patrimonio di chi ha effettuato la donazione.

La revoca della donazione

Come si può intuire da quanto detto in precedenza, la revoca per ingratitudine non può quindi essere chiesta per l'applicazione del concetto comunemente definito come ingratitudine, ma solo nel caso in cui chi ha ricevuto la donazione metta in atto comportamenti molto gravi che danneggino seriamente il donatore. Anche in questo caso però la possibilità di revoca non avviene automaticamente, ma è necessario che il comportamento del ricevente abbia una rilevanza penale e che venga riconosciuto come tale da parte di un tribunale.

Ne consegue che non è sufficiente che il donatore percepisca un comportamento come dannoso nei suoi confronti per chiedere la restituzione del bene donato, ma è necessario l'intervento di un tribunale che emetta una sentenza in questa direzione.

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