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Affitto: il fisco invia 60.000 lettere per anomalie sui versamenti

del 31/10/2016

Affitto: il fisco invia 60.000 lettere per anomalie sui versamenti

L'Agenzia delle Entrate ha annunciato l'arrivo a breve di circa 60.000 lettere ed e-mail destinate ad altrettanti contribuenti, per chiarire le posizioni in merito agli immobili in affitto. Scopriamo chi riguarda questa nuova sessione di accertamenti, e come procedere in caso di anomalie.

Affitto: verifica sulle dichiarazioni 2012

L'invio delle lettere citate riguarda 60.000 contribuenti che hanno effettuato le dichiarazioni dei redditi come persone fisiche per l'anno 2012. Per questa platea di contribuenti è stata riscontrata un'anomalia in merito alla dichiarazione degli immobili ceduti in locazione, che riguarda sia le omesse dichiarazioni sia eventuali errori. Sono coinvolti nella verifica anche coloro che hanno deciso di avvalersi della cosiddetta cedolare secca sugli affitti.

L'invio della comunicazione avverrà tramite posta ordinaria per le persone non titolari di partita IVA, che riceveranno invece la comunicazione sulle anomalie tramite l'indirizzo di PEC registrato presso l'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata. I dettagli in merito alle anomalie riscontrate saranno disponibili presso il "cassetto fiscale" cioè lo spazio virtuale riservato agli utenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa fare in caso di ricezione della comunicazione di anomalia

Nel caso si riceva una lettera o un'e-mail che invita a regolarizzare la propria posizione per la presenza di un'anomalia, il contribuente può effettuare un ricorso, qualora ritenga che non si sia verificato alcun errore. In questo caso è necessario rivolgersi all'Agenzia delle Entrate, anche per evitare che la pratica prosegua nell'iter previsto, che conduce ad un accertamento vero e proprio.

Se il contribuente riconosce invece di aver commesso un errore, può sanare la propria posizione avvalendosi del ravvedimento operoso, che prevede una riduzione delle sanzioni rispetto a quanto previsto in caso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui il reddito sia soggetto ad Irpef, la sanzione ridotta sarà pari al 15% della maggiore imposta prevista.

Maggiore è invece l'ammontare della sanzione nel caso in cui il contribuente si sia avvalso della cedolare secca. In questo caso la sanzione sarà pari al 30% nel caso in cui i canoni di locazione percepiti non siano stati dichiarati per intero, mentre sarà pari al 40% in caso di omessa dichiarazione dei canoni.

Per agevolare il calcolo della sanzione prevista, è possibile utilizzare il calcolatore presente sul sito dell'Agenzia dee Entrate, raggiungibile dal menu principale del sito alla voce "strumenti".

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