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Lavoro: app per timbrare e diritti dei lavoratori

del 20/10/2016

Lavoro: app per timbrare e diritti dei lavoratori

Registrare le entrate e le uscite dal lavoro tramite un'applicazione su smartphone al posto dell'utilizzo della classica timbratrice: una realtà per i dipendenti di due società di lavoro somministrato che operano in Italia. Questa pratica però è corretta nei confronti dei lavoratori e del rispetto dei loro dati personali in particolare? Scopriamolo.

Timbrare dall'app su smartphone

Due società di somministrazione e ricerca di personale hanno realizzato un'applicazione per smartphone, chiedendo poi ai lavoratori di scaricarla sui telefoni privati per utilizzarla al posto delle comuni timbratrici e di altri metodi di rilevazione di presenza già in uso. L'applicazione è stata pensata appositamente per i lavoratori che svolgono la propria mansione fuori sede e per coloro che prestano il proprio lavoro presso aziende esterne.

Nello specifico l'applicazione prevede la possibilità di geolocalizzare il lavoratore e la finalità dichiarata è quella di rendere più semplice la gestione amministrativa delle aziende per quanto riguarda il personale. Non si tratterebbe quindi di uno strumento finalizzato al controllo, ma semplicemente di un'innovazione tecnologica pensata per semplificare la gestione delle risorse umane.

App per timbrare e diritti del lavoratore

Le due società interessate hanno chiesto un parere al Garante per la tutela dei dati personali per capire se in qualche modo l'uso dell'app potesse violare il diritto alla riservatezza dei lavoratori. Secondo il Garante l'app in questione non ne violerebbe la privacy, ma è stata chiesta particolare attenzione in merito alla funzione che consente la localizzazione del lavoratore.

In particolare è stato richiesto che la geolocalizzazione del lavoratore termini al di fuori dell'orario di lavoro, cioè che non sia attivata in luoghi diversi rispetto a quelli previsti per lo svolgimento delle mansioni lavorative. Inoltre il Garante ha richiesto che l'attività di localizzazione sia chiaramente identificabile dal lavoratore tramite un'icona sullo schermo del dispositivo.

Infine è stato richiesto che l'applicazione sia studiata per evitare che possa trattare i dati relativi all'utilizzo privato del dispositivo, in quanto pensata per essere installata sugli smartphone personali.

Le aziende in questione hanno comunque specificato che l'uso dell'applicazione sarà facoltativo, e i lavoratori potranno quindi decidere di utilizzare i metodi di timbratura già in vigore.

Nonostante si tratti di una sperimentazione avviata da due aziende, il parere positivo del Garante non esclude che in futuro applicazioni simili possano essere sviluppate anche da altre aziende secondo le linee guida già indicate dal Garante stesso per il caso appena trattato.

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