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Multa sulle strisce blu: non sempre è corretta

del 17/10/2016

Multa sulle strisce blu: non sempre è corretta

Uno degli scenari più classici per una contravvenzione è l'irregolarità del parcheggio nelle aree di sosta delimitate dalle strisce blu, ad esempio per scadenza o per assenza del ticket che attesta il pagamento della tariffa di sosta. Scopriamo alcuni casi molto comuni nei quali si potrebbe contestare la sanzione ricevuta.

Multa e strisce blu: quando l'automobilista è nella ragione

Il caso più tipico per una sanzione in merito al parcheggio sulle strisce blu è quello relativo alla sosta oltre al limite di tempo previsto dalla somma versata al momento di inizio della sosta. Tuttavia questa circostanza è spesso oggetto di contestazione, in quanto il codice della strada prevede che l'automobilista esponga il tagliando che indica l'orario di inizio della sosta, ma non affronta il tema del superamento del tempo previsto. Secondo alcune sentenze in merito, la multa è legittima solo se esiste una precisa ordinanza indica il tempo di sosta massimo consentito; in caso contrario non sarebbe quindi lecita una sanzione. Il condizionale è però d'obbligo, in quanto in alcuni casi il parere dei giudici ha stabilito la legittimità della sanzione.

Parere discorde è stato espresso anche su un secondo caso di illegittimità per le sanzioni relative alle strisce blu. In alcuni casi infatti i giudici hanno ritenuto non corretta la multa in quanto nella zona della sanzione non erano presenti parcheggi non a pagamento. Tuttavia il caso specifico è piuttosto dibattuto, in quanto non applicabile in alcune aree, come ad esempio nei pressi dei centri storici o delle aree pedonali.

Strisce blu: pagare con bancomat o carta di credito

Una terza irregolarità delle sanzioni per il mancato pagamento della sosta sulle strisce blu è riconducibile all'assenza di strumenti di pagamento elettronici, come il Bancomat. In caso di mancata possibilità di utilizzo della carta, la multa per il mancato pagamento può essere dichiarata illegittima, in quanto a partire dal primo luglio scorso i comuni sono tenuti ad adeguare gli strumenti di pagamento, consentendo appunto anche il pagamento con carta. La tematica è tuttavia piuttosto recente, e per questo motivo al momento non sono ancora state emesse sentenze in merito.

Per i tre casi descritti in precedenza, come avviene per ogni multa ritenuta illegittima per qualsiasi motivo, è possibile effettuare un ricorso secondo le indicazioni ed i tempi riportati dal verbale. Per ogni dubbio in merito, e per valutare l'opportunità del ricorso stesso, è sempre consigliato rivolgersi ad un legale.

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