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Pensioni: le novità dell'accordo tra Governo e sindacati

del 03/10/2016

Pensioni: le novità dell'accordo tra Governo e sindacati

Approfondiamo quanto scaturito dal recente accordo tra Governo e sindacati in merito alle modifiche al sistema delle pensioni. Scopriamo le novità punto per punto.

APE: ancora nel dubbio l'anticipo della pensione

Partiamo da ciò che l'incontro Governo-sindacati non ha chiarito fino in fondo, e cioè la possibilità di un accordo pensionistico per chi decide di uscire in anticipo dal mondo del lavoro. In particolare non è stata definita la questione dei costi dell'uscita anticipata, che in un primo momento si era pensato dovesse ricadere sul lavoratore, tenuto al pagamento di una quota percentuale mensile da trattenersi dalla pensione in base al periodo di anticipo concordato, ma con quote gratuite per chi non raggiungerà un livello di pensione prestabilito ma ancora da discutere.

Confermati invece i requisiti di accesso all'APE, che sarà possibile per chi avrà compiuto 63 anni e avrebbe dovuto attendere 3 anni e 7 mesi per il termine della carriera lavorativa.

Quattordicesime più alte e per più pensionati

La nuova quattordicesima, già annunciata dal premier Renzi, avrà un importo complessivo annuo di 960 euro, erogati in un'unica rata. Oltre all'innalzamento del valore della quattordicesima aumenterà anche la platea coinvolta dal quattordicesimo assegno annuale. Infatti la soglia massima per accedere all'assegno è stata innalzata da 750 euro a 1.000 euro di pensione mensile. Secondo le prime stime, dovrebbero quindi essere 1,2 milioni in più i pensionati coinvolti.

Innalzata anche la no tax area, che equipara di fatto l'assegno pensionistico al reddito da lavoro dipendente, aumentando la soglia 8.125 euro, la stessa cifra prevista per il reddito dei lavoratori. 

Lavori usuranti e lavoratori precoci

Novità anche per i cosiddetti lavoratori precoci, cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro retribuito prima del compimento dei 19 anni di età. In questo caso se verrà richiesta la pensione anticipata prima del compimento dei 62 anni, i pensionati saranno esentati dalle penalizzazioni previste invece per chi richiede la pensione anticipata.

Sarà consentito inoltre l'accesso alla pensione al raggiungimento di 41 anni di contributi per i lavoratori addetti a mansioni usuranti, per i disoccupati esclusi dagli ammortizzatori sociali e per le persone affette da disabilità. Nel caso specifico degli addetti ai lavori usuranti, l'attività dovrà essere stata svolta per almeno sette degli ultimi dieci anni di lavoro. Le categorie che potranno essere considerate come appartenenti ai lavori usuranti dovranno essere però definite in un successivo accordo tra Governo e parti sociali.

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