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Condominio: condanna per l'amministratore che non usa conto comune

del 15/08/2016

Condominio: condanna per l'amministratore che non usa conto comune

Trattiamo oggi una questione molto ricorrente nei contenziosi tra condomini ed amministratori condominiali, e cioè la gestione dei fondi comuni depositati sul conto condominiale. Ecco inoltre il parere della Cassazione in merito ad una questione specifica.

Appropriazione indebita per chi sposta i fondi comuni

Per una maggiore comprensione, partiamo dalla vicenda che ha interessato un amministratore condominiale di lungo corso. Dopo decenni di gestione, l'amministrazione ha infatti deciso, di propria iniziativa, di spostare i soldi contenuti nel conto intestato al condominio e da lui gestito, ad un conto privato. La vicenda è stata riferita dallo stesso amministratore ad un nuovo amministratore, al quale l'uomo ha segnalato l'ammanco motivandolo come una scelta fatta favore degli inquilini, per consentire di ottenere interessi maggiori sulla cifra depositata.

Per la precisione, la cifra spostata sul conto dell'amministratore non riguardava il deposito per le spese comuni, ma un ulteriore conto, utilizzato come deposito dai condomini.

Amministratore condannato per appropriazione indebita

La Corte di Cassazione, con sentenza n°33547 del 01/08/16, è intervenuta sulla questione, dando torto all'uomo. In particolare la Cassazione non ha accettato il tentativo di difesa dell'amministratore, che aveva affermato di aver agito nel solo interesse del condominio, utilizzando tra l'altro un conto diverso rispetto a quello personale. In questo senso l'uomo affermava di non essersi affatto appropriato del denaro, ma di averlo semplicemente spostato in modo da ottenere un profitto maggiore.

Tuttavia la Corte ha rigettato questo tipo di giustificazione, in quanto le buone intenzioni dell'uomo non erano in alcun modo dimostrabili e non c'era evidenza del fatto che egli non avesse agito per appropriarsi degli interessi maggiori ricevuti. Nel caso specifico è stata rifiutata anche la richiesta di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, in quanto questo tipo di condanna avrebbe cancellato la funzione deterrente della pena.

Anche se applicata ad una vicenda specifica, la vicenda permette di ribadire la corretta modalità di gestione del denaro del condominio; anche in caso di volontà di investimento infatti, il denaro, che di fatto appartiene a tutti i condomini, deve essere depositato o gestito tramite un conto condominiale e non tramite un conto intestato all'amministratore o eventualmente ad uno dei condomini. Deve essere scartata inoltre l'eventualità di ipotizzare un resoconto dettagliato della gestione dei fondi comuni, in quanto anche in questo caso chi gestisce il conto avrebbe la possibilità di appropriarsi di parte o di tutto il denaro gestito.

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