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Impresa e famiglia: i diritti dei conviventi

del 11/08/2016

Impresa e famiglia: i diritti dei conviventi

Dopo l'effettiva entrata in vigore della legge che regola le unioni tra persone di sesso uguale o diverso, scopriamo quali sono le conseguenze che possono derivare per coloro che convivono e sono occupati in un'attività imprenditoriale o lavorativa comune.

I diritti dei conviventi nell'impresa famigliare

Prima dell'entrata in vigore della legge, veniva definita come impresa famigliare un'impresa nella quale gli addetti (o parte di essi) erano riconducibili allo stesso nucleo famigliare. In assenza del riconoscimento della convivenza però, il convivente more uxorio non era quindi ascrivibile in alcun modo all'impresa famigliare, rendendo quindi necessaria l'assunzione o la determinazione di forme di collaborazione di tipologia diversa, inclusa l'assunzione o la partecipazione aziendale come socio. La legge sulle unioni civili, con un comma specifico, ha riconosciuto il diritto di partecipazione all'impresa famigliare anche per i conviventi che esercitino un ruolo attivo all'interno dell'impresa stessa. In particolare il riconoscimento in termini economici della partecipazione deve essere commisurato all'effettivo impegno all'interno dell'impresa stessa, al pari di quanto avviene con gli altri componenti del nucleo famigliare.

Anche per i conviventi, così come accade per tutti i componenti del nucleo famigliare, non è obbligatorio che l'attività dell'impresa famigliare venga svolta in forma esclusiva. Nulla vieta infatti a tutte le persone coinvolte nell'attività svolgere altre occupazioni, sia di tipo subordinato sia autonomo.

Cosa accade quando il convivente è socio o dipendente di un'azienda

Tuttavia quanto detto in precedenza non si applica in due casi specifici, che tendono a far decadere il concetto di impresa famigliare. Il primo caso è quello in cui il convivente è assunto come lavoratore subordinato dall'azienda stessa; in questo caso quindi non è possibile il riconoscimento di alcun diritto di partecipazione aziendale, se non quelli ovviamente obbligatori per lo statuto dei lavoratori e per la tipologia di contratto al quale l'assunzione fa riferimento.

Discorso analogo è possibile nel caso in cui il convivente sia socio dell'azienda in questione; anche in questa circostanza è necessario fare riferimento alla legislazione che disciplina i rapporti tra soci all'interno dell'impresa e non quindi alla particolare tipologia dell'impresa famigliare.

La determinazione dello stato di convivenza, ai fini di quanto detto in precedenza, è determinabile dalla presenza delle due persone in un certificato di stato di famiglia che certifichi l'effettiva coabitazione delle due persone interessate, uno dei presupposti necessari per il riconoscimento della convivenza more uxorio. 

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