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Come sono cambiate le regole sulla filiazione

del 29/07/2013

Con il D.M. del 12 Luglio 2013 si è giunti all’attesa “parificazione dei figli (ex) naturali con i figli (ex) legittimi.

Si è realizzata così l’introduzione del principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo, l’eliminazione dei riferimenti normativi ai “figli legittimi” ed ai figli “naturali” e viene introdotto il principio per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo dei genitori.

Riguardo ai diritti propri del figlio all’articolo 315-bis del codice civile si dice che “Il “figlio” ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni….” .

La norma continua: “…Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano…”.

Tra le novità si segnalano quelle riguardanti il matrimonio putativo a proposito del quale: “Il matrimonio dichiarato nullo perchè contratto in malafede da entrambi i coniugi ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai figli nati o concepiti durante lo stesso, salvo che la nullità dipenda da bigamia o incesto”.

Viene introdotta nell’ordinamento giuridico la nuova legittimazione attiva dei nonni: infatti l’art. 317-bis del codice civile come riformato prevede l’azione degli ascendenti davanti al Tribunale dei Minorenni, da promuovere  nel caso in cui sia impedito il loro diritto “di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”. 

Viene riformulata la norma relativa all’ascolto del minore che diviene, di fatto, sempre “obbligatorio” in tutti i procedimenti in cui debbano essere adottati provvedimenti che lo riguardano, salvo che il giudice lo ritenga in contrasto con l’interesse del fanciullo o manifestamente superfluo; nei procedimenti in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori in materia di affidamento; quando il giudice debba designare al minore un tutore o debba assumere la decisioni più importanti per la sua cura. Il nuovo art. 38-bis disp att. c.c. regola l’audizione nelle c.d. “sale di ascolto” (munite di vetro specchio): in mancanza di queste sale, i difensori possono partecipare all’audizione solo se autorizzati dal giudice.

Nel caso in cui occorra proporre azione per il reclamo dello stato di figlio qualora  si tratti di supposizione di parto o di sostituzione di neonato, ancorché vi sia un atto di nascita conforme al possesso distato, il figlio può reclamare uno stato diverso.

Per quanto riguarda le c.d. “azioni di stato”, l’azione di reclamo dello stato di figlio può essere esercitata anche da chi è nato nel matrimonio ma fu iscritto come figlio di ignoti, salvo che sia intervenuta nel frattempo sentenza di adozione.

L’azione può, altresì, essere esercitata per reclamare un diverso stato di figlio quando il precedente è stato comunque rimosso.

Se la filiazione nei confronti del genitore è stata accertata o riconosciuta successivamente all’attribuzione del cognome da parte dell’ufficiale dello stato civile, il figlio può mantenere il cognome precedentemente attribuitogli, ove tale cognome sia divenuto autonomo segno della sua identità personale, aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo al cognome del primo genitore che per primo lo ha riconosciuto o al cognome del padre in caso di riconoscimento contemporaneo da parte di entrambi i genitori.

Nel caso di minore età del figlio, il giudice decide circa l’assunzione del cognome del genitore, previo ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento.

Si tratta di novità di un certo rilievo che sicuramente ribaltano le precedenti impostazioni.

Sicuramente la scomparsa  di ogni differenza di trattamento e di “etichettatura” riguardante i figli rappresenta l’esempio più importante di evoluzione giuridica in tale ambito.

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