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Pegno non possessorio per accedere al credito

del 02/08/2016

Pegno non possessorio per accedere al credito

Con Decreto Legge n. 59 del maggio di quest'anno il Governo ha introdotto nuovi sistemi di garanzia per facilitare l'erogazione di finanziamenti alle imprese. Uno di questi nuovi sistemi di garanzia è il cosiddetto pegno mobiliare non possessorio.

La caratteristica principale della garanzia del pegno è sempre stata quella dello spossessamento del bene che deve essere consegnato al creditore affinché il pegno sia valido. Con questo intervento legislativo è stata creata una nuova forma di pegno che consente all'imprenditore di costituire una garanzia mobiliare sui beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa, senza spossessarsene, in modo da poter accedere più facilmente al finanziamento bancario.

Capita sovente che i beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa (es. macchinari di produzione) abbiano di fatto un valore commerciale molto elevato, a volte addirittura superiore al valore dell'immobile ove viene esercitata l'attività commerciale; questi beni, però, sino a oggi non potevano essere utilizzati come garanzia in quanto spossessandosene l'imprenditore non avrebbe potuto portare avanti la propria attività commerciale. Oggi questo si può fare.

Il pegno deve risultare da un atto scritto, pena la nullità. In tale atto devono essere specificati i dati del debitore, del creditore e dell'eventuale terzo concedente il pegno, la descrizione del bene, la descrizione del credito garantito e l'importo massimo garantito (è possibile garantire anche una parte del credito). Il pegno si costituisce nel momento in cui viene iscritto in un apposito registro denominato "registro dei pegni non possessori" appositamente creato presso l'Agenzia delle Entrate. Dal momento dell’iscrizione, il pegno è opponibile sia ai terzi che nelle procedure concorsuali quali fallimento e concordati.

Cosa succede se il debitore non paga il proprio debito? Il creditore ha diverse soluzioni.

Innanzitutto, può chiedere la vendita del bene oggetto di pegno. La vendita viene fatta con una procedura competitiva (di fatto un'asta pubblica) per il tramite di soggetti specializzati, quali ad esempio l'Istituto Vendite Giudiziarie. Il valore del bene e, quindi, il prezzo base d'asta, viene determinato da un esperto il cui nominativo può già essere indicato nell'atto costitutivo del pegno.

In alternativa, il creditore può decidere di iniziare un’ordinaria procedura esecutiva per recuperare il proprio credito.

Se espressamente previsto nel contratto di pegno, il creditore può inoltre:
- appropriarsi del bene fino alla concorrenza della somma garantita, pagando eventualmente al debitore la differenza tra il credito e il maggior valore del bene;
- dare in locazione il bene a un terzo soggetto e trattenere i canoni di locazione a soddisfacimento del proprio credito. Il pegno non può avere a oggetto beni mobili registrati. I beni, invece, possono essere esistenti ma anche futuri, determinati o determinabili.

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