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Smart working: poco spazio ai giovani

del 15/07/2016

Smart working: poco spazio ai giovani

Lo smart working: cos'è e quali sono le possibilità di utilizzo di questa modalità di lavoro in Italia? Scopriamolo con la guida di oggi.

Smart working: il lavoro lontano dal lavoro

Lo smart working (letteralmente, lavoro intelligente), è una modalità di lavoro che consente lo svolgimento degli incarichi lavorativi teoricamente da ogni luogo. Grazie ai dispositivi portatili e alle connessioni in mobilità infatti, il lavoratore può lavorare da casa o da un posto diverso. Questa possibilità di lavoro non è sempre eseguita in modo esclusivo; in molti casi infatti lo smart working si affianca al lavoro svolto in una sede determinata, come ad esempio l'ufficio.

Nonostante questa tipologia di lavoro stia diffondendo anche in Italia, tuttavia l'accesso allo smart working mostra ancora alcuni limiti, come ad esempio quello di essere una prerogativa dei lavoratori meno giovani.

Smart working in Italia: non è un lavoro per giovani

Secondo i dati resi noti di recente dall'Osservatorio statistico della Fondazione dei consulenti del lavoro infatti, la maggioranza degli smart workers sarebbe da ricercarsi nella fascia di età tra i 64 e i 75 anni, dove sono le donne ad utilizzare maggiormente questa possibilità di lavoro, con il 3,5% che ha svolto almeno settimanalmente uno o più giorni di lavoro da un luogo diverso dall'ufficio. La media scende all'1,2% per gli uomini e allo 0,9% per le donne nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Analizzando i dati, si scopre che in media solo 1,5 lavoratori dipendenti su cento ha la possibilità di lavorare da casa.

Le percentuali cambiano notevolmente se oltre ai lavoratori di pendenti si considera il dato di lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori. Tra i collaboratori sono infatti il 9,9% coloro che utilizzano lo smart work, mentre la percentuale sale al 13,4% se si considerano i soli lavoratori autonomi. Sono tuttavia i liberi professionisti a detenere la quota maggiore di smart work, con più di un lavoratore su quattro (26,4%) che utilizza il lavoro agile durante una settimana lavorativa media.

Anche il settore di impiego e la professionalità del lavoratore influiscono notevolmente sulla possibilità di lavorare da un luogo diverso dalla sede di lavoro; analizzando i dati emerge infatti che le categorie alle quali la possibilità di smart working viene concessa maggiormente sono quelle ad elevata specializzazione, così come avviene per i settori dove lo smart working viene utilizzato maggiormente.

Concludendo possiamo quindi affermare che minore è la professionalità richiesta per il lavoro da svolgere e minori sono le possibilità di utilizzare lo smart working, parallelamente a quanto avviene con l'età del lavoratore.

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